CASALGRANDE (Reggio Emilia) – “Come fare per ergere un muro invalicabile alle penetrazioni della criminalità organizzata in un territorio come questo? Ve lo dico in modo che lo capiate tutti: ‘impicciatevi’ di più della vita del vostro paese. Siate presenti. Attenti. Create una saldatura forte tra l’amministrazione e i cittadini in modo da diventare una sorta di tutt’uno”. Parole di Vincenzo Linarello, ovvero del presidente di Goel, il Gruppo Cooperativo che da oltre vent’anni, nella Locride, contrasta la criminalità organizzata. Linarello è stato ospite a Casalgrande dell’ultimo atto della rassegna “Semi di Legalità”.
Dopo l’incontro in Sala Espositiva, venerdì sera, con le autorità e la cittadinanza, questa mattina è stata la volta di una visita presso la Parrocchia di Casalgrande, che fa da centro di raccolta e smistamento dei prodotti, in particolare arance bio e altri prodotti coltivati in terra di Calabria, che vengono acquistati e distribuiti alle famiglie casalgrandesi che ne fanno richiesta. Successivamente il Presidente Linarello e l’Assessore Cassinadri sono stati ospiti dell’Istituto Comprensivo di Casalgrande. Nell’aula magna dell’Istituto Secondario di Primo Grado ‘Spallanzani’ hanno incontrato gli studenti delle classi seconde.
Particolarmente interessanti gli interventi dei giovani candidati alle elezioni del Consiglio comunale dei ragazzi cui Linarello ha voluto offrire una piccola “cassetta degli attrezzi”: “Se non vi ascoltano, dovrete trovare, e sono certo che ci riuscirete, il modo di farvi dare attenzione – ha incalzato gli studenti, il Presidente di Goel -. Soprattutto dovete essere i candidati di tutti, non solo di coloro che vi sostengono. E’ importante farvi portatori delle istanze di un’intera comunità e creare una vera e sincera vicinanza con i vostri compagni, amici, coetanei. Una comunità forte, coesa, partecipativa è l’antidoto migliore alle infiltrazioni della criminalità organizzata. La quale si afferma nel momento in cui apatia e individualismo la fanno da padroni. Ci vuole coraggio per farsi avanti, per candidarsi, per essere al fronte di un movimento, piccolo o grande che sia. I vostri compagni devono sostenervi, starvi vicino e unirsi a voi”.
E ancora, un importante passaggio sul bullismo: “E’ il prodromo della prevaricazione mafiosa – sottolinea Linarello -. E’ il modo con cui io alla vostra età ho conosciuto per la prima volta l’ndrangheta. A scuola, con i figli delle famiglie ‘ndranghetiste che assumevano atteggiamenti prepotenti nei confronti degli altri compagni di scuola. Per un po’ ho taciuto e sopportato, poi in terza media ho detto ‘basta’, perché mi sono reso conto che in realtà il bullismo e solo una forma di debolezza personale. Quello è l’anticamera della prepotenza mafiosa. La quale è una endemica forma di debolezza, che prolifera nell’individualismo, ma sparisce nel momento in cui le persone si mettono assieme, fanno massa critica, fanno sistema e sviluppano una comunanza di valori e di azioni”.












