REGGIO EMILIA – Due giovani sono stati fermati nei giorni scorsi dalla Polizia locale di Reggio mentre percorrevano via Turri a bordo di bici elettriche, procedendo a velocità sostenuta senza pedalare. Il controllo ha fatto emergere diverse irregolarità: i mezzi acceleravano senza spinta muscolare, superavano i 40 km/h (il limite massimo è di 25) e le batterie erano prive di etichettatura obbligatoria.
Secondo il Codice della Strada, queste caratteristiche trasformano le bici in ciclomotori: per circolare servono targa, assicurazione, casco e patentino. Per questo motivo i mezzi sono stati sequestrati. Le violazioni riscontrate comportano sanzioni fino a 6mila euro.
Cosa occorre sapere e verificare prima di acquistare una bici elettrica
Per correre il rischio, non solo di elevate sanzioni in caso di controlli, ma anche di pesanti contestazioni legali in caso di sinistri, occorre prestare molta attenzione ad alcuni aspetti, soprattutto se si acquista on line e non in negozi specializzati. Infatti, un mezzo a due ruote a pedalata assistita è equiparato a una normale bicicletta con un aiuto elettrico. Invece, un mezzo a due ruote, anche se apparentemente sembra una bici, che ha la possibilità di funzionare autonomamente utilizzando la sola batteria appartiene alla categoria del ciclomotore e, come tale, deve rispettare le normative destinate ai veicoli a motore.
Secondo le disposizioni del Codice della Strada le bici a pedalata assistita sono i mezzi in cui il motore si avvia solo se si azionano i pedali; la potenza dello stesso non può superare i 250 watt e la velocità massima è di 25 chilometri all’ora. In questo caso, una volta compiuti i 14 anni, per condurre il veicolo non viene richiesta la patente di guida; il casco, pur sempre consigliato, non è obbligatorio e il mezzo non deve essere targato e assicurato; è infine possibile utilizzarlo su tutte le piste ciclabili e nelle aree riservate ai velocipedi.
La bici a pedalata assistita in realtà è un motorino: sequestro e 6mila euro di sanzioni












