REGGIO EMILIA – La Stagione dei Concerti della Fondazione I Teatri prosegue, mercoledì 3 dicembre alle ore 20.30 al Teatro Valli, con l’esibizione del Quartetto Hagen, una formazione che da oltre quarant’anni rappresenta uno dei punti di riferimento del panorama quartettistico internazionale. Il loro ritorno a Reggio rinnova un legame consolidato: la città amica dei quartetti, che ospita con cadenza triennale, il Concorso Internazionale per Quartetto d’Archi Premio Paolo Borciani, ha spesso accolto gli Hagen nei momenti più significativi della loro storia artistica, facendo di Reggio una tappa naturale del loro percorso e di questo programma un nuovo capitolo di una relazione lunga e fertile.
La serata propone un itinerario che attraversa alcuni momenti decisivi della storia del quartetto d’archi. Si apre con il Quartetto n. 16 in fa maggiore op. 135, l’ultimo quartetto (con l’eccezione della Grande Fuga) composto da Ludwig van Beethoven, scritto nel 1826, un anno prima della morte. Un lavoro che guarda alla forma con libertà e distacco, segnato nel finale dal celebre scambio “Deve essere? – Deve essere!”, annotato dal compositore in partitura come interrogazione quasi esistenziale. Da qui si passa alle scritture brevi e concentrate di Anton Webern, con i 5 Movimenti op. 5 e le 6 Bagatelle op. 9, pagine che riducono il linguaggio all’essenziale e mettono a fuoco il quartetto come spazio di ascolto estremamente raffinato. Il percorso si conclude con il Quartetto in re minore “La morte e la fanciulla” di Franz Schubert, composto nel 1824 e costruito attorno al tema del Lied omonimo: una delle opere più riconosciute della musica da camera, caratterizzata da una struttura ampia e compatta che intreccia tensione, intimità ed eleganza formale.













