REGGIO EMILIA – I gruppi industriali reggiani quotati in Borsa hanno retto bene l’urto dei dazi statunitensi, del cambio euro-dollaro e i tanti elementi di incertezza del 2025. I bilanci in via di approvazione mostrano una tenuta dei ricavi e della redditività. Interpump, pur avendo perso il 15 per cento del fatturato nel settore Olio in Nord America, ha confermato nel complesso i ricavi del 2024, superiori ai 2 miliardi di euro. Il risultato netto è stato di 209 milioni, rispetto ai 228 dell’anno precedente.
Analogo l’andamento di Comer Industries. Il gruppo di Reggiolo ha subito una flessione delle vendite del 5 per cento, causata pressoché interamente dal meno 20 per cento registrato sul mercato nordamericano. Il fatturato si è attestato a 894 milioni (942 nel 2024). L’utile netto di gruppo supera i 61 milioni, rispetto ai 67 dell’anno precedente. Il dividendo distribuito dalla capogruppo, però, crescerà da 80 a 85 centesimi per azione. Agli azionisti andranno 24,3 milioni, mentre 29,5 andranno a riserva straordinaria. Positivi anche i conti di Emak, con ricavi in crescita a 612 milioni e risultato netto di 14,2 milioni, più che raddoppiato. Gli azionisti incasseranno quasi 5 milioni di dividendi.
Se dall’industria manifatturiera si passa al settore bancario, il Credem ha confermato i profitti record del 2024, con 621 milioni di utile netto. Il prossimo 20 maggio gli azionisti riceveranno 255 milioni di dividendi. Più di 203 finiranno nelle casse di Credemholding, la finanziaria che controlla la banca di via Emilia San Pietro. In cinque anni il Credem ha distribuito agli azionisti quasi 950 milioni di euro.
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