BOLOGNA – Il consigliere regionale reggiano di AVS, Paolo Burani, ha presentato un’interrogazione in Regione per sapere dalla Giunta quanto costerà all’Emilia Romagna il “Decreto Carburanti” del Governo che, secondo il rappresentante di Europa Verde, rappresenta “Un cortocircuito contabile e politico che scambia i servizi essenziali dei cittadini con uno sconto temporaneo e irrisorio”.
Il Governo – spiega Burani – ha messo sul piatto 527 milioni di euro, ma lo ha fatto scippandoli a settori vitali. Per garantire una riduzione di 20 centesimi (che scadrà il prossimo 7 aprile), vengono sacrificati: 86 milioni alla Salute, oltre 96 milioni a Infrastrutture e Trasporti, 50 milioni a Istruzione e Università e 25 milioni all’Agricoltura.
“Siamo davanti a un gioco delle tre carte pericoloso — afferma Burani in Assemblea Legislativa — In cui si finanziano benefici ‘mordi e fuggi’ tagliando le gambe a servizi strutturali. L’Emilia-Romagna, che ha già investito 130 milioni di proprie risorse nel 2026 per potenziare il trasporto pubblico nonostante il sottofinanziamento statale, non può permettere che Roma scarichi i costi della sua inefficienza sui bilanci regionali e sulla pelle dei cittadini”.
Secondo Burani, il meccanismo introdotto è un’arma spuntata: sanzioni dello 0,1% sul fatturato giornaliero per chi non comunica i prezzi sono una carezza per i giganti del settore. Una multa di 200mila euro su un volume d’affari di 200 milioni è un invito a continuare come prima.
Per questo Burani chiede che l’Emilia-Romagna non resti a guardare mentre i trasferimenti statali vengono decurtati senza alcuna comunicazione ufficiale o clausola di salvaguardia. Attraverso un’interrogazione urgente, AVS chiede quindi alla Giunta Regionale di quantificare immediatamente l’impatto dei tagli ministeriali sui flussi finanziari destinati alla Regione; di attivare un monitoraggio indipendente sui prezzi, insieme alle associazioni dei consumatori, per fermare gli ‘sciacalli’ alla pompa e di portare il confronto in Conferenza Stato-Regioni, pretendendo il rispetto del principio di leale collaborazione: non si possono tagliare le risorse lasciando alle Regioni l’onere di garantire i Livelli Essenziali delle Prestazioni.













