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Gian Piero Del Monte

Dopo il passaggio degli anglo-americani, per alcuni mesi i territori liberati restarono sotto il controllo di una speciale commissione, prima della riconsegna alla sovranità italiana. Ne abbiamo parlato con Iara Meloni, ricercatrice storica, che ha indagato su quel periodo
Prosegue il nostro tragitto alla riscoperta delle vicende del post liberazione, nell’80° anniversario della ricorrenza. Nel dicembre ’46 furono processati e condannati due magistrati al servizio del regime. Senza alcuna legittimità avevano emesso le sentenze di morte
Ottanta anni fa, dopo la Liberazione dal nazifascismo, l’ufficiale del regime si rendeva latitante dopo aver esser stato autore di torture e uccisioni in provincia di Reggio. Fu condannato all’ergastolo, ma non scontò la pena
Ufficiale a capo dell’ufficio politico investigativo, il maggiore Attilio Tesei nell’autunno 1944 incrementò la pratica del terrore. Villa Cucchi divenne luogo di sofferenze e di morte
L’episodio avvenne il 17 settembre 1944 a Reggiolo, dove il segretario federale fascista, Guglielmo Ferri, fece fucilare quattro cittadini innocenti. La notizia fu prontamente manipolata dalla stampa di regime
Autore di eccidi, torture e saccheggi, il segretario del partito locale, Guglielmo Ferri, nell’ottobre 1944 mise in subbuglio l’ambiente del regime con un precipitoso allontanamento. Nel dopoguerra gli furono inflitte due condanne a morte, poi annullate. Quarta puntata
Fortunato Santachiara, fascista di Rio Saliceto, fu condannato per aver cooperato alla strage avvenuta a Carpi il 16 agosto 1944. Nel 1954 i famigliari ottennero la revisione del processo, grazie alla testimonianza di due ex camerati. Terza puntata
Il 3 ottobre 1945 furono fucilati Cesare Pilati, ufficiale fascista, e quattro suoi uomini, responsabili delle sevizie perpetrate sui prigionieri. La condanna fu emessa da una Corte d’Assise straordinaria. Seconda puntata
Nell’anno dell’80° anniversario iniziamo un viaggio della memoria fra i processi del 1945 a carico dei sostenitori del regime fascista e i difficili mesi del dopoguerra
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