REGGIO EMILIA – Santo Gnoni, ex dirigente dell’ufficio legale del Comune di Reggio, assolto dall’accusa di corruzione, così come in primo grado, per la quale la procura generale aveva chiesto 4 anni, con la motivazione “perchè il fatto non sussiste”. Roberto Montagnani, ex dirigente del servizio appalti, Vincenzo e Lorenzo Corradini, padre e figlio titolari dell’omonima autofficina di soccorso stradale, e lo stesso Gnoni prosciolti dall’accusa di turbativa d’asta per il riconoscimento, da parte della Corte d’Appello, della prescrizione. Confermata l’assoluzione del primo grado per l’avvocato Giuseppe Altieri, col ricorso dichiarato inammissibile per “carenza di interesse”, ha detto la Corte. Termina così il secondo grado del processo sui presunti appalti irregolari in Comune a Reggio. Ora per la procura è possbile ricorrere in Cassazione solo per l’accusa di corruzione nei confronti di Gnoni. Per il resto, la vicenda è chiusa. Completa la soddisfazione del legale di Gnoni e Montagnani, Liborio Cataliotti.
Il processo d’Appello era iniziato lo scorso 20 marzo con questi cinque imputati: un numero fortemente ridimensionato rispetto al primo grado, che aveva visto alla sbarra venti persone tra dirigenti ed ex funzionari del municipio sui quaranta indagati iniziali. Due anni fa ci furono una pioggia di assoluzioni e quattro condanne lievi a fronte di richieste per più di 39 anni complessivi di condanna avanzate dalle pm Valentina Salvi e Giulia Stignani. Aveva retto solo l’accusa della turbativa d’asta per la vicenda del bando del recupero mezzi stradali, cosa che aveva portato alla condanna a un anno e mezzo per Santo Gnoni e per Roberto Montagnani, all’epoca rispettivamente dirigenti del servizio legale e del servizio appalti del Comune. Condanne contro le quali c’era stato l’appello del legale Cataliotti. Per Vincenzo e Lorenzo Corradini, padre e figlio, titolari dell’omonima autofficina di soccorso stradale, c’era stata la condanna a un anno con pena sospesa.
La procura generale aveva già rinunciato a ricorrere contro l’assoluzione per diversi capi d’imputazione per presunte irregolarità commesse prima dell’agosto 2017, essendo intervenuta la prescrizione.












