REGGIO EMILIA – Ridurre le perdite d’acqua nella rete, facendole scendere sotto al 20%. E’ la sfida che Arca, la società attiva da due anni di cui i comuni reggiani, tutti insieme a eccezione di Toano, detengono il 60%, intende vincere da qui al 2029, quando si concluderà il primo piano degli investimenti messo a punto insieme al socio privato Iren Acqua Reggio che detiene il restante 40% della società.
Il punto sui risultati conseguiti dalla società costituita dopo il referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua e che rappresenta un modello unico a livello nazionale, è stato fatto nel corso di un incontro in cui i comuni soci hanno deciso di aumentare di ulteriori 34 milioni gli investimenti nel prossimo quadriennio. 38 quelli utilizzati lo scorso anno per la manutenzione straordinaria e alcune opere strategiche.
“Relativamente ai lavori ultimati nel 2025 – sottolinea il presidente Alberto Mantovani – vanno rimarcati la realizzazione del collettore fognario in via del Canalino a Castelnovo Sotto, finanziato nell’ambito del Pnrr, il potenziamento del depuratore di Bosco di Scandiano, la sostituzione della rete acqua in via Romana a Poviglio, la sostituzione delle reti acqua e fognature nelle vie Marchi e Costa a Novellara e il depuratore di Valestra a Carpineti”.
Nel 2026, l’opera principale sarà l’adeguamento dell’impianto di condizionamento fanghi e stoccaggio del depuratore di Mancasale, ma Arca sarà impegnata anche nella risoluzione delle interferenze idriche e fognarie di via Roma a Porta Santa Croce in città, nella razionalizzazione del sistema fognario di via Bologna a Guastalla e nell’adeguamento dell’impianto di depurazione di Rio Dorgola a Castelnovo Monti.
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