REGGIO EMILIA – Nuova udienza oggi del processo nell’ambito dell’inchiesta sui presunti appalti pilotati del Comune di Reggio. Il procedimento è ancora nella fase preliminare, sono 24 gli indagati. Gli avvocati Liborio Cataliotti, difensore di Santo Gnoni ex dirigente del servizio Legale del Comune, ed Ernesto D’Andrea, che difende il direttore dell’Istituzione nidi e scuole d’infanzia del Comune Nando Rinaldi e l’ex dirigente Alessandro Meggiato, hanno presentato diverse eccezioni: al centro la questione dell’incompatibilità territoriale del Tribunale di Reggio poiché il reato, la tentata corruzione da cui è scaturita l’inchiesta, si sarebbe consumato all’interno di un bar di Parma dove dovrebbe essere spostato il processo. Una richiesta che ha trovato concordi tutti i difensori.
Ma sul tavolo c’è anche la questione cruciale, delle intercettazioni telefoniche durate per tutto il 2016. Svolte grazie al programma trojan, utilizzato per la prima volta in un’indagine, era stato installato nel cellulare e nel computer di Santo Gnoni. Un metodo d’indagine che 5 anni fa era contemplato per i soli reati di criminalità organizzata, come ha ricordato il difensore Cataliotti che ha avanzato richiesta di nullità e di inutilizzabilità. Le intercettazioni sono parte centrale di tutto il processo e dunque una decisione in tale senso potrebbe fare precipitare il castello di accuse.
Prossima udienza il 19 ottobre quando la parola passerà all’accusa, il pm Valentina Salvi mentre il giudice Andrea Rat dovrà decidere sul rinvio a giudizio, ma prima dovrà sciogliere la riserva sulla competenza territoriale e in seconda istanza anche sulla spinosa questione delle intercettazioni.












