REGGIO EMILIA – Era stato arrestato 20 giorni dopo essere tornato libero, dopo avere terminato di scontare una condanna a 12 anni inflittagli nel processo Aemilia. Per Antonio Gualtieri le porte del carcere si sono così riaperte il 26 novembre scorso. La misura detentiva continuerà per lui anche nei prossimi giorni. Il Tribunale del Riesame ha infatti condiviso l’impianto accusatorio nei confronti del boss, chiamato a rispondere di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, ma anche di intestazione fittizia.
Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna, proseguite in questi giorni, hanno consolidato il quadro probatorio inerente il tentativo di estorsione aggravata che sarebbe stato commesso da Gualtieri. E’ emerso come fosse lui a muovere le fila dell’azienda edile che vantava il credito oggetto del tentativo di estorsione. Si tratta della società che formalmente era riconducibile a un congiunto di Gualtieri finito pochi giorni fa ai domiciliari.
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