REGGIO EMILIA – Due nuovi casi di maltrattamenti in famiglia, ultimi di una lunga sequela di questo 2026, hanno portato ad altrettante misure cautelari a carico dei presunti responsabili. La prima è stata eseguita dagli agenti della squadra mobile della Polizia reggiana lo scorso 4 novembre a carico di un cittadino nigeriano di 41 anni, dopo che il Gip aveva disposto per lui l’arresto e la conseguente detenzione in carcere.
Pesanti le accuse nei suoi confronti: maltrattamenti ripetuti ai danni della compagna, durati circa sei anni. Le indagini, coordinate dalla procura reggiana, hanno ricostruito una lunga serie di violenze fisiche e psicologiche tra percosse, umiliazioni e vessazioni ai danni della convivente, una connazionale di 35 anni. La vittima, in una sofferta deposizione, ha riferito che in tre occasioni le aggressioni avrebbero provocato altrettanti aborti spontanei. Al centro degli accertamenti anche una presunta violenza sessuale che sarebbe avvenuta la notte dell’ultimo Capodanno. Le condotte contestate hanno provocato anche lesioni personali documentate.
La seconda vicenda ci porta invece in provincia, a Quattro Castella, dove un 51enne è stato denunciato per lesioni personali aggravate e minaccia grave. L’uomo, come ricostruito nelle indagini dei carabinieri, lo scorso 25 ottobre avrebbe aggredito la moglie, tentando quindi di strangolarla. Il tutto davanti ai figli minorenni, che sono scoppiati a piangere. Stando a quanto appurato dagli inquirenti, la vittima si era rifugiata in cucina insieme all’anziana madre per sfuggire alle minacce del marito. In preda a un raptus di ira, l’uomo ha scardinato la porta, raggiunto la donna e le ha quindi stretto le mani al collo. E’ stato il coraggioso e disperato intervento della suocera che ha consentito alla donna di liberarsi. A quel punto, l’uomo è uscito di casa portando i figli con sé prima di essere raggiunto dai militari. La vittima, recatasi al pronto soccorso, è stata dimessa con una prognosi di 5 giorni per un politrauma contusivo con lesioni alla zona scapolare e al braccio sinistro. I figli, insieme alle due donne, sono stati trasferiti in una struttura protetta.
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