REGGIO EMILIA – Era stata proprio la nostra città a far registrare il primo utilizzo del taser da parte della polizia a livello nazionale: era accaduto nel settembre 2018 quando gli agenti erano intervenuti per sedare una lite domestica. Aggrediti da un senegalese 45enne, erano stati costretti a utilizzare lo strumento esplodendo i dardi: l’uomo non aveva subito alcuna lesione, era stato immobilizzato con l’elettroshock e arrestato.
L’arma – riferiscono le cronache – era stata utilizzata poi in diverse altre occasioni, come nel marzo 2019 per sedare una rissa tra ubriachi in piazzale Europa. Ora, però, l’utilizzo della pistola a impulsi elettrici voluta fortemente dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini come dotazione per le forze di polizia, è stato sospeso in tutta Italia. Lo ha stabilito il Viminale.
“Criticità relativa alla fuoriuscita dei dardi. Un difetto dei requisiti minimi previsti dal capitolato tecnico”, c’è scritto in un comunicato del dipartimento di pubblica sicurezza. E così una direttiva del ministero dell’Interno ha disposto il ritiro “fino a nuove disposizioni” dei 32 taser che in questi mesi erano stati distribuiti alle forze di polizia per la sperimentazione.
Tra le questure coinvolte nel progetto di test dello strumento c’era anche quella di Reggio Emilia insieme a Milano, Padova, Caserta, Catania e Brindisi.
Reggio Emilia polizia taser ritirati taser










