REGGIO EMILIA – I 18 anni non sono più come una volta. Se nell’immaginario collettivo raggiungere la maggiore età ha sempre voluto dire una cosa sopra tutte, ovvero poter prendere la patente dell’auto, da un po’ di anni a questa parte le priorità dei giovanissimi sono evidentemente cambiate.
Anche a Reggio Emilia si è innalzata l’età media di chi si iscrive alle scuole guide, che oggi è fra i 20 e i 21 anni. Un fenomeno nazionale nel quale si inserisce la nostra provincia, come spiega Mirco Baraldi, coordinatore regionale Unasca. Le ragioni sono tante: dal fatto, negativo, che i ragazzi preferiscano rimanere spesso nella propria stanza, alle forme di mobilità alternativa. “Non hanno più necessità di uscire, poi ci sono monopattini, car sharing, uber”. Ad alzare l’età media ci sono anche i lavoratori stranieri di prima generazione, “che hanno anche 35 anni”. Lavoratori i cui figli, invece, sono i primi ad arrivare in autoscuola non appena compiuti i 18 anni, a differenza appunto degli italiani. “Soprattutto indiani e pakistani nella Bassa: hanno più necessità di lavorare e di contribuire”.
A differenza invece del contesto generale, nella nostra provincia da qualche anno a questa parte le richieste di esami di pratica sono in aumento dopo il calo del Covid: 8.800 nel 2022, sono diventate 9.200 nel 2023 e 9.800 nel 2024.
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