REGGIO EMILIA – Sottopagati, costretti a lavorare anche 11 ore al giorno, 7 giorni su 7, con paghe fino al 90% inferiori rispetto alla soglia di povertà. E’ questo il contesto ‘lavorativo’ per i ciclofattorini in Italia. Da qualche settimana la procura di Milano ha deciso di accendere un faro su questo mondo, disponendo il controllo giudiziario prima di Glovo e, nelle ultime ore, anche per Deliveroo, entrambi colossi del delivery food. La motivazione è la stessa: caporalato. Si parla, in tutto, di circa 60mila lavoratori con compensi che vanno dai 2 ai 4 euro lordi a consegna.
Uno sfruttamento, osserva il pm Paolo Storari titolare dell’inchiesta meneghina, che viene ‘perpetrato da molto tempo’. Da anni impegnato nelle inchieste sulla logistica, Storari ha portato a recuperare oltre 600 milioni di Iva evasa, ricostruendo le trame delle filiere di appalti e subappalti anche di grandi imprese come Esselunga e i corrieri Dhl, Gls, Bartolini, Ups.
Abbiamo chiesto ad alcuni ciclofattorini che lavorano sul nostro territorio di raccontare le proprie esperienze, assicurando loro la doverosa privacy, ma non è bastato. La paura, evidentemente, ha prevalso. Per inquadrare, quindi, il fenomeno a livello locale, ci siamo rivolti a Silvio Rosati di Adl-Cobas: ‘Ci sono, più o meno, dalle 50 alle 70 unità. Questa è però una cifra indicativa perché può succedere che gente non in regola con il permesso utilizzi le credenziali di altri per accedere alla piattaforma’.
La stragrande maggioranza di loro è di origini straniere e, spesso, pur consapevoli di essere sottopagati scelgono questa strada pur di non finire nel mondo della criminalità. Come funziona, invece, il meccanismo di assegnazione del lavoro? ‘E’ un algoritmo che si esprime tramite un’applicazione e misura le tue prestazioni. Se sei veloce, avrai più ordini. Di conseguenza, è l’algoritmo a stabilire il tuo compenso, quindi siamo a un cottimo 3.0‘.
Quali sono le aspettative rispetto alle decisioni della procura di Milano? ‘Intanto, la politica deve fare il suo, perché il piano normativo non è adeguato. Poi, si dovrebbero regolarizzare le posizioni, come fece Just Eat nel 2021′.
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