REGGIO EMILIA – Il percorso verso la dismissione dello stabilimento è cominciato. Tra meno di un anno, ovvero il 31 marzo 2027, terminerà la produzione nei capannoni della Icr, nel villaggio industriale Crostolo, come stabilito dalla multinazionale statunitense Ppg industries che nel 2020 aveva rilevato la storica ditta reggiana specializzata in stucchi e mastici per carrozzeria.
Una decisione unilaterale, arrivata lo scorso 6 febbraio come un fulmine a ciel sereno, che ha comportato il licenziamento collettivo per decine di lavoratori. La cifra iniziale, pari a 54 esuberi si è ridotta a 49. Si tratta di operai che dal primo aprile sono interessati da un contratto di solidarietà della durata di sei mesi. Successivamente, per loro prenderà il via la cassa integrazione per altri sei mesi. La situazione al momento è paradossale, in quanto il lavoro non manca. E’ infatti un tragitto graduale quello che scorre su un binario morto. Progressivamente, le attività caleranno, di conseguenza anche le giornate lavorative.
L’accordo tra la direzione aziendale, la Rsu e la Ficltem-Cgil è stato chiuso martedì scorso e prevede sostanziosi incentivi per le uscite volontarie. Lo stesso vale anche per chi è vicino alla pensione. Un’intesa che è stata avallata dai diretti interessati tramite un passaggio democratico. Resterà in vita la parte amministrativa, che non è interessata dalla cessazione. Ci lavorano circa venti impiegati. La loro sede non sarà più nello storico quartier generale di via Gasparini. Il gruppo americano sta infatti cercando degli uffici, sul territorio provinciale, nei quali trasferire le attività direzionali italiane.
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