REGGIO EMILIA – Trasparenza e coinvolgimento dei territori interessati. Gli effetti del cambiamento climatico hanno avuto il loro apice, nel Reggiano, con la terribile alluvione del 2024, ma i fenomeni estremi degli ultimi anni hanno causato danni un po’ ovunque, soprattutto in Appennino.
Ora è possibile avere un quadro d’insieme molto dettagliato graze al portale Territorio sicuro della Regione collegato alla mappa interattiva della struttura commissariale. Navigando online è così possibile verificare come per le alluvioni del 2023, in Romagna, e dell’anno successivo a livello regionale sono oltre 6.450 le domande istruite per la ricostruzione di privati, famiglie e imprese, con quasi 350 milioni di euro di rimborsi concessi e 219 milioni già erogati.
Ancora più interessante è navigare all’interno della parte riferita alla ricostruzione pubblica. Nel Reggiano sono 220 gli interventi finanziati dal commissario per la ricostruzione con un contributo stanziato da Roma di oltre 55 milioni. Di questi 167 sono già stati conclusi, 22 sono in esecuzione, 5 in affidamento e 23 ancora in progettazione. La maggior parte sono concentrati in Appennino per contrastare l’avanzata delle frane. A livello d’importo complessivo però quelli più significativi sono stati destinati ai comuni interessati dall’alluvione del 2024 a cominciare da Cadelbosco cui il commissario Curcio ha già destinato oltre 5 milioni per tre interventi, due dei quali in corso di esecuzione e uno già terminato. Risorse preziose per le comunità colpite ma anche come chiesto dai comitati degli alluvionati la necessità di una semplificazione delle procedure di accesso ai contributi. La sfida, in vista dell’autunno, è quella di accelerare ancora: il caldo torrido di questa estate da record è infatti già più di una minaccia: i mari bollenti alimenteranno nuovi eventi estremi con il rischio concreto di nuovi danni.
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