REGGIO EMILIA – I lavori di messa in sicurezza del Crostolo decisi e finanziati dopo l’alluvione dell’autunno 2024 sono ormai terminati. La rottura degli argini del Crostolo, del canalazzo Tassone e del cavo Cava aveva provocato nell’ottobre di due anni fa estesi allagamenti tra Cadelbosco, Villa Seta, Santa Vittoria e Bagnolo. Tra gli interventi appaltati da Aipo, l’Agenzia interregionale per il Po, ci sono stati anche lavori di sfalcio, decespugliamento e disboscamento degli argini del Crostolo e del Tassone, nel territorio dei comuni di Reggio e Cadelbosco Sopra.
Qui siamo lungo il corso del Crostolo, nel tratto che da Cavazzoli arriva fino al confine con il comune di Cadelbosco, lambendo il Villaggio Industriale e passando sotto l’Autostrada del Sole. Nel dicembre 2024 l’allora commissario straordinario, Generale Francesco Figliuolo, aveva disposto con ordinanza interventi di taglio della vegetazione lungo gran parte del corso del Crostolo e dei suoi affluenti. L’ordinanza prevedeva l’eliminazione della vegetazione senescente, a rischio di caduta o che ostacolava il deflusso delle acque.
Il risultato finale, non si può negare, desta una notevole impressione, sia per la quantità di alberi tagliati, sia per l’esiguità del numero di piante sopravvissute al passaggio delle cesoie. In molti tratti l’alveo del Crostolo si presenta ricoperto di cippato, il legno sminuzzato che rimane dopo il taglio dei tronchi. Qua e là il cippato è talmente abbondante da formare delle piccole dune. Di certo per molti anni il paesaggio non sarà più lo stesso.
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