Nella vita di tutti i giorni, le persone possono avere l’esigenza di consumare prodotti che sono stati congelati oppure surgelati.
Nel sentire comune si tende di frequente a vedere queste etichette come se fossero sinonimi intercambiabili, ma non è assolutamente corretto intenderle in questo modo. Ogni alimento ha, infatti, le sue peculiarità, a seconda di come è stato conservato.
È quindi evidente come la differenza tra prodotto congelato e surgelato debba essere conosciuta per determinare quali alimenti sia preferibile portare sulla tavola e consumare con assoluta tranquillità.
Congelamento e surgelazione: due processi profondamente diversi
Innanzitutto, è bene sottolineare come l’alimento congelato sia il risultato squisitamente tipico delle attività casalinghe che ogni persona mette in atto nella sua routine, spinta dalla volontà di rallentare il progredire fisiologico del cibo attraverso la sua conservazione nel freezer.
Grazie a questo processo, è possibile rallentare la deperibilità dell’alimento e disporre di più tempo prima dell’effettivo consumo. A conti fatti, perciò, questa pratica è una semplice accortezza per poter allungare la vita del prodotto. Una pratica, però, non esente da rischi, poiché non impedisce la formazione di elementi potenzialmente nocivi per la salute.
Sul fronte opposto, invece, si trovano gli alimenti surgelati. Questi possono essere dichiarati tali solo a seguito di una lavorazione industriale che sia in grado di rispettare determinati parametri, relativi alla temperatura a cui devono essere portati i prodotti, che deve attestarsi almeno al di sotto dei 18 °C.
Questa tecnica permette di prevenire la formazione di microrganismi e, al tempo stesso, di preservare intatte le qualità organolettiche e nutritive del prodotto. Per questo, nonostante l’utilità garantita dal congelamento, è importante preferire in ogni occasione cibi conservati tramite la tecnica del surgelamento.
Alimenti surgelati: come arrivano nei nostri supermercati?
Naturalmente, consumare alimenti surgelati è auspicabile quando è possibile optare per proposte di qualità.
Ciò risulta possibile se dalla produzione alla distribuzione, per il trasporto e la logistica della merce risulta preservata la catena del freddo e vengono osservate le relative norme HACCP appositamente create. Nel dettaglio, nel caso dei prodotti surgelati durante ogni fase del processo il range di temperatura in cui devono essere conservati oscilla tra -18 e i -25°C.
Per essere sicuri di vedere rispettata la catena del freddo in tutte le fasi che caratterizzano l’arrivo delle merci presso i diversi punti vendita, i produttori si rivolgono a professionisti del settore, specializzati nel trasporto e nella logistica agroalimentare a temperatura controllata.
Un vero e proprio punto di riferimento, a livello nazionale ma anche europeo, è senza dubbio STEF, che mette i suoi servizi a disposizione dell’industria, della ristorazione commerciale e del retail.
Nello specifico, l’azienda si occupa della gestione degli alimenti surgelati attraverso un’apposita unità di STEF, che attualmente sul territorio italiano si avvale di due poli logistici dalla posizione strategica.
Avvalersi del trasporto e della logistica di realtà come STEF, assicura ai produttori e ai distributori di offrire alimenti surgelati perfettamente conservati in ogni fase delle operazioni, così da garantire al consumatore un’esperienza d’acquisto positiva, incentivandolo alla fidelizzazione.
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Informazione a cura di Kaiti expansion











