REGGIO EMILIA – Torna al Teatro Ariosto di Reggio Emilia la coppia Flavia Mastrella e Antonio Rezza, mercoledì 8 e giovedì 9 aprile 2026 (alle 20.30), con l’ultimo lavoro: Metadietro — E vissero tutti relitti e portenti.
Metadietro è uno spettacolo che lavora per sottrazione e accumulo insieme: personaggi invisibili, un ecopentagono che provoca il vuoto, la crudeltà tecnologica che permea i corpi. Mastrella costruisce lo spazio — un habitat che non è scenografia ma estensione del pensiero — e Rezza lo abita con la consueta fisicità irriducibile a qualsiasi genere.

Quello che si consuma in scena è un espatrio: non la migrazione di un popolo, ma qualcosa di più intimo e più duro — l’allontanamento dalla propria volontà. La realtà, però, non è mai uniforme. Scombina i programmi e nutre la fantasia in modo imprevedibile. È la scomparsa dell’eroe.
Flavia Mastrella e Antonio Rezza lavorano insieme dal 1987. Lei scultrice, artista visiva e costruttrice di habitat scenici; lui performer, scrittore, voce e corpo senza genere assegnabile. Insieme hanno dato vita a oltre quindici opere teatrali — tra cui Pitecus, Io, Bahamuth, Hyb

Il loro metodo sfugge a qualsiasi categoria: Mastrella plasma lo spazio — stoffe, strutture, architetture effimere che Rezza abita con una fisicità schizoide e travolgente, paragonata da alcuni critici all’anarchia di Carmelo Bene e Antonin Artaud. Quello che producono lo definiscono loro stessi “comunicazione involontaria”.
Nel 2018 hanno ricevuto il Leone d’Oro alla carriera per il Teatro dalla Biennale di Venezia — il riconoscimento più alto nel panorama teatrale internazionale.
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