MONTECCHIO (Reggio Emilia) – La tecnica tra le più avanzate nel campo della chirurgia proctologica: il trattamento delle fistole anali con Prf, la fibrina ricca di piastrine.
Le fistole anali rappresentano una patologia più diffusa di quanto si creda e possono incidere pesantemente sulla qualità della vita, causando dolore, secrezioni e fastidi quotidiani. Le tecniche chirurgiche classiche, pur efficaci, possono richiedere procedure complesse con il rischio di coinvolgere la muscolatura sfinterica. L’impiego del Prf offre invece un’alternativa biologica e naturale: il materiale viene ottenuto dal sangue del paziente, concentrando fibrina, piastrine e fattori di crescita capaci di stimolare la rigenerazione dei tessuti.
Il preparato viene inserito nel tragitto fistoloso favorendo una chiusura spontanea e riducendo al minimo il trauma chirurgico. La maggior parte dei pazienti può riprendere le attività quotidiane in tempi brevi.
«Il Prf è una risorsa preziosa perché utilizza ciò che il corpo stesso produce per guarire – spiega il dott. Eugenio Cudazzo, responsabile della Struttura di Chirurgia, che ha eseguito l’intervento insieme al dott. Giovanni Ferreri e all’équipe composta dalla dott.ssa Francesca Milazzo e dal dott. Pasquale Talento – è una procedura mini-invasiva che sta già mostrando risultati superiori alle tecniche precedenti in termini di guarigione, comfort e assenza di complicanze».
La procedura è stata resa possibile grazie alla collaborazione con il Servizio di Criobiologia, Medicina Riparativa e Immunogenetica della Medicina Trasfusionale di Reggio Emilia, diretto dalla dott.ssa Barbara Iotti, che ha curato la produzione del PRF.












