REGGIO EMILIA – Nel reggiano quest’anno si sono già registrati 21 nuovi casi e due morti. Sono i numeri legati all’Aids, una sfida sanitaria e culturale che continua anche nel nostro territorio. In previsione della giornata mondiale contro l’Aids, in programma il 1 dicembre, la dottoressa Elisa Garlassi, Dirigente Medico, specialista in Malattie Infettive all’Ospedale Santa Maria Nuova dell’Ausl di Reggio Emilia ha fatto il punto della situazione.
A più di quarant’anni dalle prime diagnosi di Aids, la medicina ha compiuto passi enormi: oggi sono disponibili terapie efficaci e meno invasive, sia per la cura che per la prevenzione, eppure il virus continua a mietere vittime, anche nel reggiano. Uno dei principali problemi resta la diagnosi tardiva, che aumenta i rischi per la salute e favorisce la diffusione dell’infezione. Per questo gli esperti invitano a sottoporsi regolarmente ai test: si tratta di semplici prelievi, gratuiti e anonimi, che si possono richiedere al proprio medico di base.
I dati locali parlano chiaro: nel 2025 sono stati registrati 21 nuovi casi, e oltre la metà con diagnosi tardiva. La trasmissione per via sessuale riguarda in prevalenza gli eterosessuali; l’81% dei nuovi pazienti è di sesso maschile. Ma non è solo una questione sanitaria: l’HIV porta ancora con sé silenzi, vergogna e barriere sociali difficili da abbattere. Per questo, in vista della Giornata mondiale contro l’AIDS del 1° dicembre, l’Ausl di Reggio, in collaborazione con le associazioni del territorio, propone test gratuiti e anonimi. Inoltre, è sempre attivo lo Spazio Sessualità e Salute con accesso diretto e senza impegnativa del medico
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