Nei giorni scorsi ci siamo occupati della mobilitazione in corso a Scandiano contro la realizzazione in un’area privata di un maxi impianto agri-voltaico: un progetto bocciato dal Comune, ma sul quale la partita é tutt’altro che chiusa. Una situazione analoga riguarda anche il territorio di Sant’Ilario. Sul tema interviene duramente il consigliere regionale Avs Burani che invoca una regolamentazione nazionale.
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REGGIO EMILIA – No al far west delle energie rinnovabili. Il monito arriva dal consigliere di Avs in Regione Paolo Burani che sul tema è intervenuto nell’ultima seduta dell’assemblea dell’Emilia-Romagna a Bologna. La questione riguarda l’assenza di una regolamentazione nazionale sulla realizzazione di impianti fotovoltaici: un atto che il Ministero dell’Ambiente avrebbe dovuto emanare entro fine luglio, ma del quale ancora non risulta traccia con il rischio che il settore diventi una jungla, anche perché nel frattempo, l’11 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare un decreto legislativo che comporta una semplificazione per la realizzazione di questi impianti.
“Servono subito criteri chiari, vincolanti e omogenei che mettano al centro paesaggio e suolo agricolo, consentendo ai Comuni di governare lo sviluppo delle rinnovabili in modo ordinato e sostenibile. Ogni ritardo condanna i territori a scelte irreversibili e lascia le comunità locali sole sotto l’assalto della speculazione”.
Nella sua risposta in aula, la sottosegretaria alla presidenza della Regione Manuela Rontini ha sottolineato come la situazione esposta dal consigliere Burani sia comune a centinaia di comuni dell’Emilia-Romagna e di come la soluzione al problema da parte del governo appaia purtroppo ancora lontana.
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