REGGIO EMILIA – “Ci sono sempre e solo offerte di vendita nelle agenzie immobiliari. Quando l’agenzia ha delle locazioni, non hanno certo bisogno di metterle in vetrina”.
In città alla scomparsa dalle vetrine delle agenzie dei cartelli “affittasi” ci si è ormai abituati. E’ rimasto si è no l’avviso di qualche garage. Succede perché gli agenti immobiliari sono in possesso già di un’esubero di richieste da parte di aspiranti affittuari, col seguente identikit: “La famiglia o la coppia che si sta formando, che ha difficoltà a trovare offerte di immobili con spazi adeguati, che oggi sono più rari rispetto a dieci anni fa”, spiega Fabrizio Carretti, agente immobiliare e vicepresidente provinciale della Fiaip.
Secondo i dati forniti dal portale Immobiliare.it, nel residenziale i prezzi degli affitti nel comune capoluogo sono aumentati del 3% nell’ultimo trimestre del 2024, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Mediamente per un monolocale si pagano 450 euro al mese, 550 per un bilocale, 600-700 euro per un trilocale, mentre un quadrilocale può arrivare a 800 euro. “Poi c’è qualcuno che esagera e chiede canoni più alti, perché vede una richiesta molto alta”.
A sparigliare le carte ha contribuito il fenomeno degli affitti brevi, che ha drenato appartamenti dal bacino di offerta che fino a qualche anno fa era rivolto al canale degli affitti a canone libero oppure concordato. Lo stesso effetto hanno sortito le case che, suddivise per stanze, sono state messe a disposizione di studenti universitari o di lavoratori stagionali.
Una tendenza di fronte alla quale, secondo la Federazione degli agenti immobiliari professinisti, l’iniziativa denominata “Patto per la casa” promossa dalla Regione e dal Comune per alimentare il mercato, risulta il classico pannicello caldo: “Sono iniziative a spot molto limitate, è il mercato che deve trovare un suo equilibrio”.











