REGGIO EMILIA – Due persone in affidamento ai servizi sociali come misura alternativa agli arresti sono state condotte in carcere dai carabinieri nei giorni scorsi a causa delle loro condotte.
Il primo è un uomo di 57 anni, originario di Cerignola (Foggia) e domiciliato a Brescello che stava espiando una condanna definitiva con termine previsto per il 12 agosto 2029 per una pena complessiva di 4 anni di reclusione. Tuttavia, la posizione dell’uomo è mutata a seguito di un’ulteriore condanna per il reato di tentata rapina aggravata. La pena complessiva, dunque, è stata rideterminata in 6 anni di reclusione. Poiché il residuo eccede il limite di 4 anni previsto dalla legge per poter beneficiare delle misure alternative, il magistrato ha decretato per lui la custodia in carcere.
Il secondo è un 48enne che avrebbe dovuto espiare una condanna a due anni e un mese di reclusione più due mesi agli arresti per tre sentenze legate a reati di falsità in dichiarazione sostitutiva di certificazione, calunnia e guida di veicolo senza aver conseguito la patente di guida. I carabinieri di Novellara hanno appurato svariate violazioni alla misura alternativa e le hanno trasmesse al magistrato, che ha revocato la misura disponendone l’accompagnamento in carcere. Il provvedimento è stato eseguito dai militari.










