REGGIO EMILIA – La sanità continua a fare i conti con una carenza crescente di personale, un problema che torna al centro dell’attenzione mentre si avvicina la scadenza dei contratti dei medici “gettonisti”, figure esterne che negli ultimi anni hanno garantito turni e coperture nei reparti più sotto pressione.
L’azienda sanitaria locale si trova così ad affrontare una sfida cruciale: riorganizzare un sistema già segnato da anni di sottofinanziamento e da un ricambio generazionale che fatica a concretizzarsi. I primi vuoti inizieranno a emergere dalla primavera 2026, quando termineranno gli ultimi contratti.
Per rispondere alla situazione, l’Ausl ha avviato un percorso di stabilizzazione che punta ad azzerare il ricorso al personale esterno, sostituendolo con assunzioni dirette e concorsi pubblici. Una strategia in linea con le indicazioni nazionali. In questa direzione si inseriscono le sette assunzioni di medici già entrati in servizio negli ultimi mesi.
“Abbiamo assunto sette medici alla fine dell’anno passato che ci stanno permettendo di superare il sistema dei gettonisti” ha spiegato il Direttore generale Ausl Davide Fornaciari.
Per fronteggiare anche la carenza infermieristica diventata strutturale, è stato annunciato per marzo un nuovo bando dedicato al reclutamento di infermieri. Un passo indispensabile per far fronte all’aumento della domanda assistenziale e in previsione delle nuove aperture entro il 2026 sul territorio di case e ospedali di comunità.
“Avremo a marzo – conclude Fornaciari – una nuova graduatoria per infermieri. Facciamo uscire concorsi in continuazione. Sul territorio avremo quattro Osco in provincia, aggiungendo a Reggio e Scandiano anche Guastalla e Castelnovo Monti, più diverse Case della comunità come da impegno Pnrr che porteremo a termine”
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