REGGIO EMILIA – La Fiom Cgil di Reggio Emilia accende i riflettori sull’emergenza dei picchi di calore nei luoghi di lavoro, dove le temperature interne superano spesso i 37 gradi, e indica l’accordo sindacale siglato alla Oil Rev di Gavasseto come un modello virtuoso da seguire per l’intero settore metalmeccanico.
Presso l’azienda, che conta diciassette addetti totali e ha già pianificato la stabilizzazione dei lavoratori interinali, sono stati installati due potenti climatizzatori industriali capaci di abbattere la temperatura sotto i 30 gradi, a fronte di massime esterne superiori ai 40 gradi.
L’intesa sindacale introduce misure organizzative concrete per tutelare i dipendenti senza alcuna riduzione del salario. Tra i punti chiave figurano l’anticipo dell’orario di ingresso alle 7 del mattino per evitare le ore pomeridiane più calde, l’introduzione di due pause giornaliere per complessivi 15 minuti e l’allestimento di una sala ristoro con distributori di acqua fresca.
Il sindacato sottolinea come la climatizzazione non sia un lusso ma il “minimo sindacale” per prevenire i malori, soprattutto tra i lavoratori più fragili, ricordando che l’Inail riconosce il colpo di calore come vero e proprio infortunio sul lavoro. Secondo il Segretario della Fiom, Simone Vecchi, se una piccola realtà artigiana riesce a mettere al centro la dignità umana rispetto ai profitti, anche le grandi imprese industriali hanno il dovere di farlo.









