REGGIO EMILIA – Una domenica delle Palme davvero particolare, densa di significato ed emozioni per i fedeli e la chiesa reggiana. Nel pomeriggio di ieri nella Basilica di San Pietro durante la celebrazione dei secondi Vespri, il cardinale Mauro Gambetti, Vicario del Papa e presidente della Fabbrica di San Pietro, ha accolto alcuni sacerdoti a far parte del Capitolo della Basilica Vaticana: tra questi anche il reggiano monsignor Tiziano Ghirelli che negli ultimi anni ha svolto la sua attività pastorale come parroco della chiesa di San Pietro in centro storico a Reggio e da ieri è entrato a far parte del Capitolo della basilica romana in qualità di canonico.
Don Tiziano era accompagnato da una numerosa rappresentanza di amici reggiani, circa 400 persone, che hanno voluto immortalare questo momento con foto, video e tanti selfie. Presenti anche i delegati della curia don Luca Grassi e don Evandro Gherardi esponenti del mondo dell’imprenditoria e diversi professionisti che lo hanno affiancato per anni in qualità di Direttore dell’Ufficio Diocesano Beni Culturali. Per tanti di loro la promessa di andare spesso a Roma per mantenere legami e contatti.
Per dieci anni membro del Comitato della Conferenza Episcopale Italiana per la Valutazione di Progetti inerenti i Beni Culturali della Chiesa vanta una profonda conoscenza del mondo dell’arte sacra e una capacità dialettica innata nel trasmetterne contenuti e significati che lo hanno fatto apprezzare negli anni. Si tratta del primo reggiano in assoluto a ricoprire questo ruolo che da adesso in poi lo vedrà impegnato in prima persona per il prossimo Giubileo del 2025.
Lo stesso don Ghirelli, 69 anni, aveva raccontato la genesi di questo prestigioso incarico: il 28 agosto 2021 Papa Francesco ha avviato la riforma del Capitolo dei Canonici di San Pietro figure deputate a curare gli aspetti liturgici e di preghiera nella Basilica vaticana, nonché per la tutela e la valorizzazione del complesso monumentale stesso fornendo un messaggio che possa far avvicinare il più possibile le persone alla sacralità del luogo, ai significati che custodisce e possa anche far crescere e sviluppare l’amore e l’attrazione per il bello, la bellezza della liturgia soprattutto, ma anche dell’arte.
Lui stesso ha scritto ‘in San Pietro non ci devono essere forestieri, ma ospiti accolti festosamente’.









