REGGIO EMILIA – Secondo i dati della Provincia, sono 822 gli studenti delle superiori reggiane che quest’anno hanno abbandonato il percorso scolastico. In termini percentuali, parliamo del 2,5% del totale degli iscritti ai licei, il 3,5% per gli istituti tecnici e il 5,3% per quelli professionali. Numeri non allarmanti se confrontati con il totale degli studenti, più di 22 mila, ma che comunque riflettono un disagio. Alla base può non esserci solo una scelta sbagliata, come è emerso in un confronto Buongiorno Reggio.
“Nel tempo abbiamo costruito una società competitiva dove l’obiettivo è avere successo e questo genera nei ragazzi la condanna a non poter sbagliare – ha spiegato Daniele Cottafavi, direttore dell’ufficio scolastico provinciale – credo che sia essenziale dare ai ragazzi la possibilità di sbagliare accompagnandoli a leggere il proprio errore come un punto di partenza per la crescita”. “E’ un cattivo adattamento in una fase di sviluppo che va a comportare nell’individuo una condizione di sofferenza mentale ed emotiva” afferma Elisa Bisagno, docente di Unimore.
Il tema dell’orientamento è centrale, per accompagnare le famiglie nella scelta corretta della scuola. Poi ci sono realtà che cercano di contrastare il fenomeno: da dodici anni la Filef organizza i dopo scuola, attualmente frequentati da una ottantina di ragazzi che possono svolgere i compiti pomeridiani. “Abbiamo una preziosa collaborazione con le scuole per capire quali sono le dinamiche da seguire – spiega Laura Salsi, presidente provinciale della Filef – molto spesso sono le famiglie che non riescono a seguire i figli e vedono nei nostri dopo scuola un punto importante di aiuto per fare crescere i ragazzi”.
“Le cose funzionano se c’è una rete che funziona – conclude Francesca Bedogni, vicepresidente della Provincia di Reggio con delega alla scuola – le iniziative che noi mettiamo in campo funzionano se c’è un territorio, a partire dalle famiglie passando per le associazioni e le istituzioni, comprende queste azioni, gli dà un senso e le interpreta”.
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