REGGIO EMILIA – Storie di solitudine, fragilità, bisogno. Storie di freddo, in questa settimana da sotto zero che va a concludersi. Una signora di 90 anni è stata soccorsa in casa, in città, dai sanitari del 118, attivati da una vicina. Era vittima di un principio di ipotermia.
La caldaia si era rotta, e per scaldarsi utilizzava una piccola stufetta. Troppo poco con queste temperature e a quell’età. L’anziana è stata portata al pronto soccorso, dove i medici hanno valutato che comunque le sue condizioni non richiedessero un ricovero, e a loro volta hanno quindi attivato il Pronto intervento sociale: è il servizio del Comune di Reggio i cui operatori, della Papa Giovanni XXIII, sono all’opera sette giorni su sette e 24 ore su 24 per garantire una prima accoglienza a chi, da un momento all’altro, rimane senza casa.
Nel caso della 90enne, che ha una rete famigliare anche se vive sola, gli operatori si sono occupati di trovarle un posto in albergo per farle trascorrere la notte al caldo per poi affidarla ai parenti. 400 le attivazioni da gennaio a novembre 2025, una al giorno a dicembre e anche 4/5 a livello provinciali nell’ultima settimana di grande freddo. L’obiettivo dell’amministrazione è rendere sempre più strutturale ed efficiente l’accoglienza durante tutto l’anno.
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