REGGIO EMILIA – Oltre 300 tra docenti e ricercatori delle università italiane si sono mobilitati per dire no all’obbligo del Green Pass negli atenei. Come noto, infatti, al pari di quanto previsto per la scuola, anche per l’università il documento diventa obbligatorio per accedere. Senza, non si può andare a lezione né tantomeno sostenere gli esami.
Una decisione che secondo una fetta di docenti è di natura “discriminatoria” ed è per questo che chiedono al Governo di fare un passo indietro a riguardo. L’appello giunge attraverso una raccolta firme online. Tra i sottoscrittori figurano anche alcuni (sette per l’esattezza) titolari di cattedre o di contratti di ricerca all’Università di Modena e Reggio Emilia. Si tratta di Laura Arru (ricercatrice di Fisiologia vegetale), Marco Bertani (dottorando in Scienze Chimiche e Geologiche), Stefano Boni (docente di Antropologia), Cesare Giacobazzi (professore ordinario di Letteratura tedesca), Franco Ghelfi, (professore associato di Chimica organica), Massimo Montanari (professore ordinario di Diritto commerciale), Letizia Veronesi (docente a contratto al dipartmento di Scienze mediche).
I firmatari tengono a specificare che la loro non è una presa di posizione contro il vaccino. La contrarietà all’obbligo del Green Pass negli atenei riguarda, invece, un aspetto di principio: le università sono da sempre infatti luogo di inclusione e questo provvedimento – secondo gli accademici – andrebbe a contraddire tale aspetto.
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