REGGIO EMILIA – Il sorriso di una ragazza bellissima, la vitalità dei suoi 17 anni, una vita spezzata in modo atroce: sono passati 30 anni ma il ricordo è ancora vivo e presente, impossibile da cancellare nella memoria collettiva. Quella giovane donna si chiamava Jessica Filianti: il 14 marzo 1996 fu uccisa dall’ex fidanzato Luca Ferrari, la seguì all’uscita da scuola e la aggredì in via Buozzi, a Reggio Emilia, colpendola con 43 coltellate.
Allora il termine femminicidio non era ancora entrato nel linguaggio comune. Si sarebbe diffuso negli anni successivi, davanti alle troppe donne che hanno subito – e continuano purtroppo a subire – lo stesso destino di Jessica. Lo sa bene la sua mamma, Giuliana Reggio: da trent’anni convive con il dolore. Eppure ha trovato la forza di trasformare quella disperazione in un impegno concreto e quotidiano per i diritti delle donne: “Dico a tutte di denunciare e di non isolarsi e di avere sempre qualcuno con cui parlare”, l’appello di Giuliana.
Da anni Giuliana entra nelle scuole e racconta ai ragazzi la storia di sua figlia. Un dialogo diretto con le nuove generazioni, per spiegare la differenza tra amore e possesso, tra affetto e violenza. Una storia che oggi è diventata anche un libro, nato grazie all’aiuto del fratello di Jessica, Fabiano, per continuare a tenere viva la memoria e far sì che tragedie come questa non si ripetano.
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