REGGIO EMILIA – L’ultima puntata de “Il medico e il cittadino” ha ricordato i 15 anni di attività dell’IRCCS di Reggio Emilia con una panoramica chiara e coinvolgente dei principali progetti di ricerca oncologica in corso. Il tema d’apertura è stato il mesotelioma pleurico, una malattia rara ma particolarmente aggressiva, ancora oggi collegata all’esposizione all’amianto.
I ricercatori hanno illustrato le nuove linee di studio avviate per comprendere meglio il comportamento del tumore e individuare strumenti diagnostici sempre più precoci. Un impegno complesso, che richiede tecnologie avanzate e un lavoro multidisciplinare. “Il grande impegno per noi ricercatori che studiamo questo tumore è il fatto che le sue cellule hanno una grandissima capacità di adattamento e questi meccanismi sono ancora poco conosciuti ed è necessario andare più a fondo per trovare i nuovi bersagli terapeutici” spiega Mila Gugnoni, Biologa, Ricercatrice Sanitaria presso il Laboratorio di Ricerca Traslazionale Ausl Irccs di Reggio Emilia.
Un argomento di forte interesse per il territorio reggiano, dove proprio in questi anni si sta registrando il picco dei casi, con 25/30 diagnosi all’anno. “L’amianto è stato messo al bando nel 1994 ma l’insorgenza della malattia avviene dopo 40/50 anni quindi il picco dei malati lo stiamo registrando ora”, aggiunge.
La puntata ha poi aperto lo sguardo su altri progetti dell’IRCCS: dall’approfondimento sul ruolo delle piastrine nel tumore al seno, agli studi dedicati alla qualità di vita dei pazienti lungosopravviventi (cioè persone che vivono molti anni nonostante una diagnosi grave) e l’impegno dei loro caregiver. Spazio anche alle ricerche sul Linfoma di Hodgkin, sui nuovi utilizzi dell’intelligenza artificiale in ambito clinico e sui progressi della radioterapia oncologica.
Filoni diversi, un unico bisogno: risorse stabili che permettano alla ricerca di tradursi in nuove terapie. Per questo, dai professionisti dell’IRCCS è arrivato un appello diretto a destinare il 5×1000 alla ricerca. Ad oggi sono già 7.000 le donazioni private raccolte, un segnale forte della vicinanza della comunità reggiana. Un sostegno considerato fondamentale per far crescere i progetti e trasformare gli studi di oggi nelle cure di domani.






