REGGIO EMILIA – Quattro lettere e due numeri: a comporli tutte le anime del Core, professionisti, volontari delle associazioni, pazienti ed ex pazienti con i familiari, semplici cittadini passati in piazza Prampolini che si sono uniti alla festa organizzata dall’Azienda Usl Irccs, primo appuntamento del calendario degli eventi di celebrazione dei dieci anni del Centro Oncologico ed Ematologico di Reggio. Dal grande abbraccio, il giorno dell’inaugurazione, all’edificio realizzato accanto alla sede storica del Santa Maria Nuova, alle centinaia di braccia che hanno alzato al cielo i quadrotti granata e bianchi, al ritmo dettato dai ballerini dell’associazione sportiva Ritmo Caliente. La scritta Core 10 lunga una trentina di metri in piazza Prampolini è stata ripresa da un drone che ha volato a 25 metri di altezza.
“C’è stata una partecipazione incredibile da parte di professionisti, associazioni e cittadinanza, che rappresenta proprio il significato del Core per noi reggiani: la partecipazione di tutti a questo progetto nato dieci anni fa. Il Core rappresenta il presente ma è orientato soprattutto verso il futuro e noi lavoreremo per un futuro sempre migliore per il Core e per Reggio Emilia”, le parole di Cinzia Gentile, direttrice sanitaria dell’Ausl.
Lunedì alle 16:30 al Centro Malaguzzi, l’appuntamento più intenso: la giornalista Concita De Gregorio coordinerà l’incontro “Le parole del Core”, con pazienti, professionisti e volontari. Mercoledì, il Medico e il Cittadino sarà dedicato proprio alle nuove sfide del centro di eccellenza che ha avuto un impatto importante sulla nostra sanità.
“La malattia oncologica sta cambiando: noi abbiamo una prevalenza che è aumentata tantissimo, vuole dire che il 60% dei pazienti guarisce e questo vuole dire che ci sono delle prospettive ottime. Questo porta ad un carico in termini di terapie di supporto, supporto psicologico per i pazienti e riabilitazione che richiede una riorganizzazione. Ma noi siamo pronti per questo perchè il senso del Core è quello di essere parte di una rete in cui i professionisti collaborano. Ci sono gruppi multidisciplinari strutturati in cui abbiamo percorsi che sono stati pensati e messi in pratica da professionisti e volontariato. Questa sarà l’evoluzione del Core per i prossimi anni a Reggio Emilia”.
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