Tentata estorsione: Pannone resta in carcere

Secondo il giudice per l'artigiano, arrestato venerdì scorso, c'è pericolo di reiterazione del reato

Il momento dell'arresto di Pannone

Il momento dell'arresto di Pannone

REGGIO EMILIA - Sebastiano Pannone, l'artigiano di 51 anni accusato di tentata estorsione e arrestato venerdì mattina dai carabinieri, resta in carcere. Secondo il giudice Antonella Pini Bentivoglio c’è il pericolo di reiterazione del reato. Ieri mattina, Pannone, difeso dall’avvocato Carmine Migale, dello studio Tarquini, è stato portato in aula, davanti al gip, per la convalida dell’arresto. Pannone avrebbe recapitato a casa di due famiglie lettere anonime contenenti dettagliate minacce: "Se non paghi facciamo del male a tua figlia". Il tenore delle lettere, come sottolineato anche dal gip, era tale da far pensare alle famiglie che quelle minacce, non solo fossero credibili, ma provenissero anche da un’organizzazione ben strutturata pronta a sequestrare le bambine.
Secondo quanto riporta Il Resto del Carlino, il 51enne ieri mattina si è difeso dicendo che aveva compiuto quel gesto per disperazione. La crisi gli aveva creato parecchi problemi economici. Secondo Pannone le due famiglie non gli avevano pagato i lavori effettuati. Per recuperare quei crediti aveva quindi deciso di inviare quelle lettere. Inoltre ha precisato che le cifre che aveva intenzione di chiedere in cambio dell’incolumità delle bambine erano di 30mila e di 20mila euro. Per un errore di calligrafia aveva aggiunto uno zero arrivando a 200mila euro. Ha ammesso di aver fatto una sciocchezza e si è scusato.
Il giudice, che non ha ritenuto credibile l’esistenza di crediti da parte delle famiglie, visto che l’artigiano non ha potuto portare elementi al riguardo, ha convalidato l’arresto e confermato il carcere.

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