La vergogna del S. Lazzaro, qui sorgerà il campus universitario

Massimo Becchi, presidente di Legambiente: "I padiglioni Donaggio e Marchi utilizzati come dormitorio"

Rifiuti ovunque nel padiglione Donaggio

Rifiuti ovunque nel padiglione Donaggio

REGGIO EMILIA - "L'area San Lazzaro viene utilizzata come un dormitorio". L'accusa arriva da Massimo Becchi, presidente di Legambiente secondo cui in molti utilizzano le strutture marginali dell'area come veri e propri dormitori. Si tratta del padiglioni Donaggio, ma anche di quello Villa Marchi quelli più in fondo all'area e ancora lontani dall'essere ristrutturati come sta avvenendo ed è avvenuto per altri. Racconta Becchi: "A fine settembre quando abbiamo fatto "Puliamo il mondo" siamo arrivati lì ed è stato tutto un fuggi fuggi generale di questi poveri disgraziati che dormono lì". La zona di cui parliamo dovrebbe diventare in futuro il campus universitario e i lavori sono iniziati per trasformarlo in tal senso (leggi Al via i lavori per la riqualificazione del campus).

Il video del degrado

Certo che sarà meglio ripulirlo adeguatamente se si vuole pensare che, un domani, gli studenti possano frequentare quel luogo che, per ora, stando alla denuncia di Legambiente è diventato meta di disperati. Il tutto avviene a pochi passi dalla sede dell'Ausl, dell'Arpa e dell'Università.

Un'altra immagine del degrado

Un'altra immagine del degrado


Continua Becchi: "Ma è molto peggio lo stato del padiglione Donaggio, mai oggetto di ristrutturazioni, dove sono state murate al piano terra porte e finestre, cosa che non ha impedito di aprire un foro nel muro, nel cortile interno per permetterne un’uso quale dormitorio. Lo stato di degrado è totale, con cumuli di rifiuti ovunque, materassi, coperte, resti di vecchi mobili e di pasti. Facile immaginare lo stato dei bagni, in una struttura in cui parte del tetto è crollato e non esiste acqua e luce. Il tutto distante poche centinaia di metri dall’ Ausl, Arpa e Università e a fianco di una zona industriale”.
Massimo Becchi

Massimo Becchi


“E’ necessario – conclude Becchi – almeno ripulire questo padiglione, riprendere le parti del tetto crollate prima che sia troppo tardi e chiudere definitivamente l’accessi allo stabile, effettuando periodicamente delle ispezioni per evitare simili situazioni di degrado cittadine”.

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