Riordino province, Reggio viene prima di Modena

Approvate dalla commissione regionale le nuove entità territoriali. Lunedì il voto in aula per trasmettere la proposta al governo entro il 24 ottobre. I nomi: Piacenza e Parma, Reggio Emilia e Modena

Come cambia l'Emilia-Romagna

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BOLOGNA - E' stato approvato a maggioranza dalla commissione regionale Bilancio e affari generali il riordino delle Province dell'Emilia-Romagna così come voluto dal disegno uscito dal Consiglio delle Autonomie locali e ripreso dalla proposta della giunta regionale.
Gli enti si sono quindi ridotti da nove a quattro, cui si deve aggiungere la Città metropolitana di Bologna, che abolisce la relativa Provincia. Come già noto, la sola Provincia a restare in piedi delle vecchie è quella di Ferrara; poi, ve ne sarà una sola per tutta la Romagna, una che accorpa Reggio Emilia con Modena e un'ultima che accorpa Parma con Piacenza. Lunedì il voto in aula per trasmettere la proposta al governo entro il 24 ottobre, come stabilito.
Bocciati gli emendamenti del Pdl proposti da Andrea Leoni e Luigi Villani (contrario, con la maggioranza e il M5S, anche il reggiano Fabio Filippi del Pdl; astenuti Udc e Lega nord) per invertire le denominazioni delle nuove province emiliane chiamandole di "Modena e Reggio Emilia" e di "Parma e Piacenza": Modena e Parma, ha spiegato il modenese Leoni, hanno una maggiore estensione e più abitanti, rispettando di fatto i requisiti minimi, e ci sono "ragioni storiche" (c'è già l'università di Modena e Reggio Emilia). "Nessun consigliere della maggioranza eletto a Modena era presente in commissione - ha aggiunto - ma la partita non è chiusa, ripresenterò gli emendamenti in aula e mi aspetto che li votino".
Respinti infine due emendamenti del piacentino Andrea Pollastri (Pdl): uno ricordava il referendum votato dal Consiglio provinciale di Piacenza per il distacco dall'Emilia-Romagna e l'aggregazione alla Lombardia.

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