I segreti del volo di Baumgartner - video
Emozioni, preparazione, stress: cosa si prova in caduta libera spiegato da Franco Zavatti, istruttore della Scuola Nazionale di Paracadutismo

Felix Baumgartner
di Franco Zavatti*
MODENA - La "caduta libera", un esercizio per un paracadutista già esperto, è una prova affascinante e con nessuna comparazione possibile. La velocità? Certamente. La totale solitudine? Vero, anche se la fai in formazione con altri, ci pensa il forte "vento relativo" della caduta e lo stress a tenerti solo. Il volo? Si perché, più che una caduta, è un volo che puoi orientare con posizioni pianificate del corpo e volare in "deriva", o assumere diverse figure, quasi di danza nell'aria. Giù, fino alla quota di apertura del paracadute a circa mille metri da terra.
Ma il fenomeno più strano, da governare con gradualità e un po’ di esperienza, è la notevole mutazione della tua diretta sensazione dello "spazio-tempo". Dopo di ciò, ti rimane il fascino speciale che puoi vivere in caduta libera.
Anche il maestro Felix Baumgartner, nel costruire il lancio dalla quota stratosferica di 39 km si è man mano dovuto impadronire della nuova dimensione spazio temporale. I calcoli della fisica, tradotti in tabelle rigorose per chi fa paracadutismo, ti dicono che lanciandoti da 2.000 metri, hai 30 secondi di caduta utile prima dell'apertura. Da 4.000 metri, ne hai 70 di secondi per volare.
Il modenese Franco Zavatti in volo
Quel tempo ha una dimensione "non terrestre", perché tu non hai i piedi sulla terra, e ti appare molto più lungo, come se lo stato di volo gravitazionale stiracchiasse ad elastico i tuoi parametri psico-fisici e ti allungasse la tua misura mentale del tempo. Chiunque l'abbia provato, sa bene che non c'è "condizionamento" pre lancio che tenga!
Il mio personale top-level raggiunto è di un modesto 5.700 metri sui cieli del Senegal, a conclusione di uno stage internazionale di paracadutismo. Da quella quota, hai 100 secondi utili di caduta prima di tirare la famosa maniglia: non si cerchi la proporzione fra la quota di lancio ed il tempo utile di volo in caduta libera, perché ad altissime quote,col crescere della rarefazione dell'aria, scendi molto più veloce. Ma è certo che, almeno le prime volte, dopo gli "abituali" 40-50 secondi, cominci a guardare ossessivamente l'altimetro perché pensi - e tutti lo pensano - che si è bloccato, che non funziona . Ti sembra di essere "già arrivato" e l'altimetro ti dice di no. Un secondo ti appare durarne dieci. Solamente il controllo visivo del paesaggio al suolo ti deve far capire che sei "più alto di quanto senti".
E questo è l'affaticamento che più ti pesa dopo l'atterraggio ed è questo che ti estrae, spesso, un grido liberatorio al momento della totale apertura del paracadute. Felix, di caduta libera ne ha fatta per ben oltre 4 minuti, ed in una condizione di stress, di temperatura ed assenza di pressione, del tutto inimmaginabili: è stato perciò un grande atleta, un grande navigatore, un coraggioso.
(*Scuola Nazionale di Paracadutismo / Istruttore)
Leggi anche
Baumgartner ha superato il muro del suono