Bambino portato via a forza, il padre: "L'ho salvato"

Parla il padre del bimbo prelevato dalla polizia a scuola. "Ho pranzato e cenato con lui, abbiamo giocato e l'ho messo a letto. E' stata una bella emozione"

Una volante della polizia

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PADOVA - Il padre del bambino preso a forza dalla polizia a scuola ha spiegato che suo figlio è "inserito provvisoriamente in una comunità adatta al suo recupero, prima di essere affidato a me". Ha sottolineato poi che la corte d'appello di Venezia "ha emesso un provvedimento grave che ha portato alla decisione di far decadere la patria potestà della madre e il motivo di ciò è consistito nell'aver attuato un'ostruzionismo strenuo che ha impedito la frequentazione tra me e io mio figlio. Per cui, di fatto, - ha osservato - il bambino non l'ho più visto. Anche perché il comportamento della madre e dei suoi familiari ha cagionato al bambino una psicopatologia secondo la quale mio figlio è esposto ad un rischio altissimo di patire dei disturbi mentali nel corso dell'evoluzione".
Il padre, evidentemente provato, ha raccontato che prima di arrivare a questa "sofferta decisione" ci sono stati altri quattro provvedimenti giudiziari e le decisioni prese sono state "ponderate e approfondite ed avanzate tutte le possibilità per convincere la madre del piccolo a cambiare atteggiamento, di seguire dei percorsi meno incisivi di quello finale ma sono andati sempre falliti". "Il bambino - ha ribadito - necessità di un sostegni di psicoterapeuti qualificati e finora non è stato possibile". Il padre ha evidenziato che suo figlio ha un "condizionamento che lo porta ad avere comportamenti che non sono autentici. Non bisogna fermarsi al dato formale e apparente del bambino che fa resistenza, come si è visto ieri a scuola, perché il bambino quando si comporta così è vittima del condizionamento".
"Ho salvato mio figlio. - ha ripetuto - e inevitabilmente i momenti difficili sono stati tantissimi. Io per primo avverto una pesantezza però ho la consapevolezza di fare il bene di mio figlio. Penso come padre di aver diritto a frequentarlo come mio figlio, ancor prima, ha diritto di frequentare me e quindi di avere un padre. Io e la mia famiglia - ha ricordato - siamo stati totalmente eliminati dalla vita di mio figlio per periodi lunghissimi. È una situazione drammatica che non auguro a nessun figlio e a nessun padre e per la corretta evoluzione di un bambino penso si debba mantenere dei rapporti significativi con entrambi i rami parentali. O bisogna lasciare crescere il figlio, sono solo orfano del padre, ma educato all'odio del padre?". 

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