Brescello: spedizione punitiva in stile mafioso, due denunce

Un 42enne e un 34enne hanno dato fuoco a un'abitazione credendola del giovane che avrebbe sparlato di loro

I carabinieri hanno denunciati i responsabili

I carabinieri hanno denunciati i responsabili

BRESCELLO (Reggio Emilia) - Un borgo di 5mila anime che, nella fortunata serie di film, erano contese tra don Camillo e Peppone, tanto che ancora oggi migliaia di turisti vengono in gita sui luoghi che hanno fatto da set ai racconti di Giovannino Guareschi. Negli anni però sono cambiati i personaggi e la tranquilla Brescello, con il passare del tempo, si è trasformata.
Una metamorfosi che sembra aver toccato anche qualche "bullo", che non ha esitato a dar fuoco a un’abitazione, peraltro sbagliando obiettivo, al solo fine di intimorire un ragazzo del paese. Sarebbe proprio questa la molla che ha fatto scattare la spedizione punitiva nei confronti di un 20enne colpevole, secondo gli autori, di aver sparlato in paese di uno dei due indagati definendolo un "ubriacone". Armati di accendini, hanno raggiunto l’abitazione di quella che, erroneamente, ritenevano essere la casa del ragazzo dando fuoco prima a un cartello di vendesi e quindi al tendone che ricopriva la porta d’ingresso dell’abitazione presa di mira.
Il fatto è accaduto intorno alle 2 dello scorso 27 settembre; i due ragazzi, dopo il raid, si sono dati alla fuga venendo notati proprio dalla loro vittima, un 20enne abitante nella zona, che resosi conto di quanto accaduto si è adoperato per spegnere le fiamme che stavano interessando l’abitazione di una coppia di anziani. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Brescello che hanno avviato le indagini partendo dalla testimonianza del ragazzo che ha descritto ai militari i due autori del gesto.
Uno dei due bulli, per nulla intimorito, ha avvicinato lo zio del testimone "invitandolo" a ritrattare o gli avrebbe dato fuoco. L'ulteriore passo falso, riportato ai carabinieri, è valso la convocazione in caserma per i due che, messi alle strette e vinti dalle risultanze investigative, hanno confessato tutto fornendo anche l’assurda giustificazione del gesto. Alla luce di quanto sopra i due, di 42 e 34 anni, entrambi disoccupati e residenti a Brescello, sono stati denunciati per concorso in danneggiamento seguito da incendio ed estorsione per le minacce proferite allo zio del ragazzo.

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