Reggiolo: contratto contestato, addetto chiuso in casa

Un indiano nei guai, l'accusa è sequestro di persona. Il legale: "E' innocente, si è sentito truffato"

L'uomo ha contestato il contratto all'addetto

L'uomo ha contestato il contratto all'addetto

REGGIOLO (Reggio Emilia) - Potrebbe essere condannato per sequestro di persona, nonostante si ritenga assolutamente innocente. Il protagonista di questa vicenda è un indiano, Avtar Singh, residente a Reggiolo.
Secondo quanto scritto oggi da La Gazzetta di Reggio, la vicenda è avvenuta proprio nell'abitazione dell'extracomunitario. L'addetto di un gestore di energia elettrica suona alla porta quando in casa c'è solo la moglie dell'indiano. L'uomo le propone di cambiare gestore, sottoponendole un nuovo contratto che lei firma. Mentre sta per uscire di casa, viene preceduto dal rientro di Singh, che prima si fa spiegare la proposta e via via si altera fino a chiedere all'addetto di strappare il contratto. La moglie, avrebbe detto, conosce poco la lingua e non ha capito l'offerta.
Ovviamente, l'addetto non ne vuole sapere di stracciare le carte e per questo ne nasce un confronto serrato con l'indiano che chiude a chiave la porta d'ingresso dell'abitazione, chiamando i carabinieri. Così facendo, tuttavia, l'uomo verrà accusato dai militari di sequestro di persona con un'indagine aperta in procura a Reggio Emilia che ha portato a un rinvio a giudizio. "Non c'è stato nessun sequestro di persona - ha affermato il legale difensore Franco Beretti - Il mio cliente ha ragioni da vendere, che affronteremo in udienza. Quello di chiudere a chiave la porta è stato un gesto simbolico: voleva solo appurare quello che era accaduto con l’aiuto dei carabinieri. Lui si è sentito al centro di un comportamento scorretto e perciò truffato".

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