Il nuovo vescovo Camisasca: "Vengo come amico"

Il successore di Caprioli: "Qui per ogni uomo e ogni donna, nel più assoluto rispetto della libertà di coscienza di ciascuno"

Monsignor Camisasca

Monsignor Camisasca

REGGIO EMILIA - Ora è ufficiale: il Papa ha nominato Massimo Camisasca stamattina come successore di monsignor Adriano Caprioli, che aveva presentato la rinuncia al governo della diocesi per motivi di età. Queste le prime parole di Camisasca: "Vengo come amico. Vengo per ogni uomo e per ogni donna. Nel più assoluto rispetto della libertà di coscienza di ciascuno, umilmente e fermamente desidero essere il tramite dell'annuncio e della proposta di Gesù". Si presenta così monsignor Massimo Camisasca, vescovo eletto di Reggio Emilia, in una lettera alla Diocesi. Nato a Milano nel 1946, viene ordinato sacerdote nel 1975, dopo essere stato uno dei responsabili della Gioventù Studentesca milanese, dell'Azione Cattolica giovanile e di Comunione e Liberazione. Viene trasferito a Roma nel 1978, per curare le relazioni tra Cl e la Santa Sede, incarico che lo terrà impegnato per 15 anni. Nel 1990 viene nominato Cappellano di Sua Santità e nel 1996 Prelato onorario di Sua Santità. Autore di una cinquantina di libri, ha collaborato a diverse trasmissioni Rai. Nel 1985 ha fondato la Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo, di cui è Superiore Generale. "Saluto con grande affetto e stima ogni fedele - scrive monsignor Camisasca nella lettera alla sua nuova diocesi - spero di incontrare presto molti di voi".

Il vescovo Adriano Caprioli durante l'annuncio ufficiale dell'arrivo di monsignor Camisasca (foto Studio Elite)

Il vescovo Adriano Caprioli durante l'annuncio ufficiale dell'arrivo di monsignor Camisasca (foto Studio Elite)


Sonia Masini: "Dia speranza ai reggiani"
Il nuovo vescovo è stato accolto così dalla presidente della Provincia, Sonia Masini: "La Provincia di Reggio Emilia si prepara ad accogliere il nuovo vescovo della diocesi, monsignor Massimo Camisasca e gli formula fin d’ora il più sentito benvenuto e gli auguri di un buon lavoro. La nostra terra sta attraversando una fase difficile con la crisi economica che porta con sé vecchie e nuove povertà. A Reggio il nuovo vescovo troverà una terra laboriosa che nonostante le difficoltà vuole reagire.

Autorità e cittadini intervenuti oggi durante il saluto di monsignor Caprioli (foto Studio Elite)

Autorità e cittadini intervenuti oggi durante il saluto di monsignor Caprioli (foto Studio Elite)


Questo frangente richiede una guida spirituale capace di dare fiducia e speranza ai reggiani, che prosegua l’opera di dialogo e confronto con la comunità civile per la ricerca del  bene della collettività. Già nel messaggio inviato dal nuovo vescovo ai reggiani abbiamo colto lo spirito di una presenza che si propone di andare in questa direzione. Ne siamo lieti e, come sempre, siamo disponibili a collaborare per il bene di tutta la comunità".

Graziano Delrio: “Ci sia vocazione all’incontro e al dialogo”
Anche il sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, ha voluto salutare l’elezione del nuovo vescovo della diocesi di Reggio Emilia e Guastalla.
“Penso al luogo in cui, in origine, era collocata l’immagine della nostra Madonna della Ghiara: su un muro, in prossimità di un incrocio, in un luogo di passaggio, alla vista di tutti e in particolare di chiunque volesse sostare, vedere e incontrare – ha detto Delrio - In questa collocazione mi pare si concentri la profonda motivazione, potremmo dire la vocazione, all’incontro, al dialogo, al confronto con tutti che è tratto distintivo della comunità reggiana e della sua Chiesa. Una comunità e una Chiesa abituate a prendersi cura, a misurarsi con la responsabilità, per il bene comune. Incontrarsi, confrontarsi, prendersi cura sono di per sé segni di amore. E monsignor Camisasca, nella sua prima lettera alla comunità, così come il vescovo monsignor Adriano Caprioli nel suo annuncio alla diocesi del suo successore, non hanno mancato di sottolineare con limpidezza questi temi: amore e amicizia, nell’incontro e nella libertà di coscienza di ciascuno, rivolti prima di tutto ai poveri, alle persone sole, ai migranti, ai non credenti, alle famiglie, ai giovani, agli anziani e, in particolare nella contingenza dell’oggi, a chi ha perso il lavoro, a chi vive duramente la crisi, a chi è stato colpito drammaticamente dal recente terremoto. La nostra comunità continua a passare a quell’incrocio, con il suo carico crescente di speranze, diversità, povertà, successi, incertezze che sono segno dei tempi e perciò ci interrogano ogni giorno: un bagaglio fatto di “molteplicità”, che è la nostra grande ricchezza e che monsignor Camisasca desidera conoscere e prendersi cura, all’inizio di questo nuovo cammino”.

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