Campovolo luogo della musica, Maioli: sogno che prende corpo

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Il manager del Liga: "Un'arena dai 25 ai 100mila posti. Progetto già presentato, sì della politica vicino"

Operai al lavoro al Campovolo (Foto Elite)

Operai al lavoro al Campovolo (Foto Elite)

REGGIO EMILIA - "Il nostro progetto di un'arena per i grandi spettacoli nella zona del campovolo ha bisogno di tre cose: le risorse, qualcuno in grado di gestirlo e la politica. Diciamo che due di queste cose ci sono già, ora manca la politica. Ma, visto come si è espresso il sindaco l'altro giorno, forse siamo già a tre su tre". A distanza di due giorni dal grande spettacolo di beneficenza di "Italia loves Emilia", parla Claudio Maioli, correggese, amico di una vita di Luciano Ligabue e suo manager da un quarto di secolo. Il patron di Riservarossa, fra gli organizzatori del grande evento di due giorni fa insieme a Ferdinando Salzano ad di Friends and Partner, si candida, insieme a Salzano, a gestire l'area del campovolo. I numeri sono dalla sua perché Maioli ha già organizzato i megaconcerti di Ligabue nel 2005 e del 2011 a campovolo. Il successo dell'iniziativa è stato tale che Maioli starebbe anche pensando a una sorta di bis l'anno prossimo, magari in due o tre serate, per accontentare tutti quei cantanti che l'anno prossimo sono rimasti fuori.

Maioli, ma come sarebbe questa arena spettacoli?

Abbiamo questo progetto di un'arena spettacoli e da un paio di anni ne stiamo parlando con  le isittuzioni. Ora questo sogno sta prendendo corpo. Il fatto che il sindaco, che ho sentito sabato (Delrio era alla conferenza stampa di sabato pomeriggio di Italia loves Emilia poco prima del concerto, ndr), si sia esposto con le sue dichiarazioni non può che farmi piacere. Un'arena in questa zona, anche considerando che tra poco sarà pronta la fermata dell'alta velocità, sarebbe fantastica. Sarebbe una cosa che funziona da maggio a settembre, o da aprile a ottobre. Una grande opportunità.

Ma ha già fatto vedere un progetto all'amministrazione comunale?

Il progetto che ho in testa, e che ho fatto vedere, consiste in un'arena modulabile che tenga dai 25 a 100 mila posti, scoperta, larga fino a 250 metri e profonda altrettanto che dovrebbe essere incastonata in un grande parco. La gestiremmo io e Ferndinando Salzano. Nella zona dell'aeroporto ci sono aree di proprietà comunali che si possono utilizzare. Ma per realizzare questo ci vuole una volontà che deve partire anche dalla politica e dalla città.

Ligabue e il manager Claudio Maioli

Ligabue e il manager Claudio Maioli


Facciamo un bilancio del grande concerto di sabato
Oramai un po' di esperienza ce la siamo fatta e cerchiamo di migliorare ogni volta. Tutto è partito da una lettera che abbiamo scritto io e Ferdinando Salzano a tutti i cantanti il cui titolo era: "Nulla è stato fatto al mondo senza la passione". Continuo a pensare che quello sia stato il motore di tutto ed è stato quello il concetto che è stato assorbito da tutti gli artisti che hanno generato un clima straordinario di energia, senza fare gare fra l'uno e l'altro. La gente lo ha capito. Abbiamo fatto una cosa che non è mai stata fatta. Ragioniamo di una situazione che doveva prevedere quattordici padroni di casa (poi sono diventati tredici con il forfait di Laura Pausini che è incinta) e in cui si doveva gestire un cambi palchi senza interruzioni. E' stato molto complicato, ma ce l'abbiamo fatta.

Ecco, a proposito di interruzioni, in molti si sono lamentati perché la diretta su Sky era inframmezzata da interviste agli artisti e non si vedeva tutto lo spettacolo. Lei lo sapeva?

Lungi da me cercare polemiche. Secondo me non sono giuste. Noi abbiamo dato a Sky il 50% del concerto perché il disco che esce deve raccogliere altri soldi dai terremotati. E' chiaro che, se lo faccio vedere integrale, poi qualcuno lo registra e non posso permettere una cosa del genere. Chi ha comprato il concerto su Sky ha voluto intendere che lo facevano vedere tutto. Ma non era così. Poi, certo, potrebbe anche non essere stato chiarito bene che lo avrebbero visto in forma solo parziale. Però abbiamo fatto dei conti e si è visto, alla fine, il 70% del concerto. Non era mai successo che andasse in diretta un evento del genere e le polemiche mi sembrano eccessive.

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