Campovolo esplode sulle note di Italia loves Emilia

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La cronaca del concerto che ha portato 150mila persone a Reggio Emilia per sostenere i terremotati

La platea sterminata del campovolo

La platea sterminata del campovolo

REGGIO EMILIA - In 150mila hanno ballato e cantato al Campovolo di Reggio Emilia dove si è concluso Italia loves Emilia il concerto di beneficenza per le vittime del terremoto. Lo spettacolo è stato aperto da uno dei padroni di casa, Sugar, Zucchero Fornaciari. Uno show davvero straordinario, al di là della raccolta fondi benefica, perché ha messo insieme un gruppo di artisti molto eterogeneo che sarà probabilmente impossibile vedere di nuovo insieme. I tredici big della musica italiana, diversissimi fra loro per stile, età e storie personali, hanno spaziato dal blues di Zucchero, alle atmosfere più raffinate di Giorgia, passando per la grande tradizione costituita da Baglioni e Renato Zero. Per poi approdare alle melodie di Tiziano Ferro e Biagio Antonacci, fino al rock sempreverde dei Nomadi e ai più moderni Elisa e Negramaro. Poi il grande rock dei ricostituiti Litfiba, il rep di Jovanotti. Conclude il padrone di casa, Luciano Ligabue, nato a venti chilometri da qui. Gli artisti hanno spesso duettato insieme con risultati alterni, inevitabili data la differenza di stili e il poco tempo concesso per le prove, ma la voglia di mettersi in gioco e di confrontarsi sul palco ha prevalso su qualche sbavatura e ha entusiasmato i 150mila presenti a uno spettacolo che entrerà nella storia della musica italiana. Ma oltre a questo il concerto del campovolo ha dimostrato che in questo Paese c'è un'altra Italia oltre a quella dei Fiorito e degli scandali che in questi giorni stanno scuotendo la regione Lazio. Ed è quella di tutti questi giovani, e meno giovani, che si sono messi in cammino verso Reggio Emilia oggi per dare un contributo alle popolazioni terremotate e per dimostrare che un'altra Italia è possibile. E forse, a questa Italia, potrebbe anche calzare il brano finale "A muso duro" di Bertoli cantato da tutti gli artisti a conclusione delle quattro ore di spettacolo.

I big cantano sul palco "A muso duro" di Bertoli

Ligabue e Piero Pelù (foto da Twitter)

Ligabue e Piero Pelù (foto da Twitter)

Ore 5: Il tanto temuto deflusso del pubblico di Italia Loves Emilia è stato meno problematico del previsto: secondo quanto dichiarato dalla polizia municipale, non sono stati compiuti interventi di rilievo. Per molte ore, però, la situazione del traffico è stata critica, con inevitabili rallentamenti in tutta la zona del Campovolo. Complicata anche la gestione del flusso dei pedoni nei sottopassaggi della stazione ferroviaria, e vi sono stati problemi anche lungo la tangenziale, con diverse persone che hanno cercato di attraversare la carreggiata. Una notte complicata, ma il tanto temuto collasso della rete stradale reggiana non si è verificato.

Ore 23,45: chiude il padrone di casa Luciano Ligabue con un grande classico, uno dei suoi primi successi omaggio alla terra in cui è nato e ha mossi primi passi artisticamente. Il brano che letteralmente incendia i 150mila del campovolo è "Marlon Brando è sempre lui". Poi una "Non è tempo per noi" con un altro grande musicista di questa terra prolifica di talenti, ovvero Zucchero Fornaciari. E conclude con un invito alle popolazioni terremotate e la canzone dedicata a loro "Il meglio deve ancora venire".

Giorgia con Lorenzo Jovanotti (foto Lara Buffagni / Studio Elite)

Giorgia con Lorenzo Jovanotti (foto Lara Buffagni / Studio Elite)


Ore 23,30:
arriva Jovanotti con "La notte dei desideri", "Il più grande spettacolo". Il cantante è quasi sceso in mezzo al pubblico per un bagno di folla fra i suoi fan. Poi ha concluso con "Amico" grande successo di Renato Zero cantandola, appunto, con Zero.

Ore 23,15: sale sul palco Biagio Antonacci che intona "Non vivo più senza te", seguita da "Se è vero che ci sei" e da Liberatemi che viene cantata insieme a una ragazza colpita dal terremoto dell'Abruzzo.

Italia Loves Emilia, le immagini del concerto: guarda la fotogallery

Ore 23: dopo il re delle canzoni melodiche arriva una band che si è da poco riunita che porta in scena il suo rock esplosivo. Stiamo parlando dei Litfiba il cui sulfureo leader, Piero Pelù, incendia il campovolo con tre vecchi successi. Gioconda, Barcollo e Tex eseguita con Ligabue. Arriva il secondo brano corale, non particolarmente riuscito, "Il mio nome è mai più" cantato da Litfiba, Ligabue, Jovanotti, Mannoia e Baglioni. Qualche problema tecnico e un pezzo che non era proprio nelle corde di alcuni degli artisti hanno dato vita ad un'esecuzione un po' incompiuta.

La carica di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro (foto Lara Buffagni / Studio Elite)

La carica di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro (foto Lara Buffagni / Studio Elite)


Ore 22,45:
sul palco arriva un grande "vecchio" della canzone italiana. Claudio Baglioni, in formissima davvero per i suoi 61 anni, è partito con "Strada facendo" e poi ha intonato "La vita è adesso" per poi chiudere con "Via".

Ore 22,30: arriva Elisa che ha cantato "Ti vorrei sollevare" con Guliano Sangiorgi. Per poi passare a una raffinatissima "Labyrinth" eseguita con il coro e chiudere con un grande classico "Gli ostacoli del cuore" con Ligabue e il coro.

Ore 22: sono poi saliti sul palco i Negramaro che hanno portato una ventata di energia sul palco con "Tutto scorre" a cui è seguita "Via le mani dagli occhi" cantata anche da Elisa e Jovanotti. Per poi concludere con "Nuvole". Forse uno dei momenti migliori della serata.

Renato Zero fa cantare il pubblico (foto Lara Buffagni / Studio Elite)

Renato Zero fa cantare il pubblico (foto Lara Buffagni / Studio Elite)

Ore 21,40: è la volta di Renato Zero che ha eseguito, nell'ordine, "Cercami", "Resisti" e "I migliori anni della nostra vita".

Ore 21,15: sale sul palco una signora della canzone italiana. Fiorella Mannoia con "Io non ho paura". Terminata la canzone guarda il pubblico e dice: "Che spettacolo". E poi attacca con "Quello che le donne non dicono", uno dei suoi cavalli di battaglia. Infine chiude con "Clandestino" duettando con Jovanotti. Segue un tributo a Dalla con una "Anna e Marco" da brividi fra la Mannoia e Giuliano Sangiorgi.

Ore 21: arriva sul palco Tiziano Ferro che attacca con "La differenza fra me e te" e poi passa a "Indietro". E chiude con "Serenere".

Ore 20,45: arriva sul palco Giorgia con "Il mio giorno migliore". Fasciata in un abito di strass grigio chiaro, molto sexy. E poi la volta della dolcissima "Di sole e d'azzurro" che la platea si canta tutta di un fiato. E poi conclude con "Tu mi porti su" duettando con Jovanotti.

Zucchero sale sul palco: inizia il concerto (foto Lara Buffagni / Studio Elite)

Zucchero sale sul palco: inizia il concerto (foto Lara Buffagni / Studio Elite)


Ore 20,30:
è la volta di una band storica, i Nomadi, con "Ancora ci sei" e "Io voglio vivere". Il pubblico canta a memoria le canzoni di una delle band più longeve della storia italiana. Anche loro di Reggio Emilia, in prima fila fra i cantanti che hanno partecipato anche al concerto bolognese di solidarietà. Ma la platea esplode quando la band inizia ad intonare "Io vagabondo". Pubblico in visibilio quando compare Claudio Baglioni che duetta con il cantante dei Nomadi.

Ore 20,05
: la bolgia dei 150mila grida: "Fuori, fuori". L'urlo di una sirena zittisce la marea di persone. La vista della marea di persone toglie il fiato mentre Sugar, Zucchero Fornaciari sale sul palco. Eccolo, sulle note di "Un soffio caldo". "Ciao Reggio Emilia", dice Sugar. "Siete in 150mila che Dio vi benedica". E poi parte sulle note scatenate di "Baila". Poi è la volta di "Chocabeck" e di "Madre dolcissima" cantata con Fiorella Mannoia ed Elisa. Un pezzo di grande intensità con due primedonne della musica italiana.

Zucchero canta "Un soffio caldo"

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