I deputati mangiano leccornie, la Camera paga

Metà pasto coperto, l'esborso 2012 è di 3,5 milioni di euro. Cambierà tutto, ma solo dal 2014

Il ristorante dei deputati a Roma

Il ristorante dei deputati a Roma

ROMA - Deputati affamati? Il portafogli non piange di certo: ancora per un bel pezzo ci penserà la Camera a pagare la metà del prezzo finale. Come? Venti euro per un pasto completo a carico del deputato, altri 18 integrati da Montecitorio che pesca alla voce "ristorazione". Questo, almeno, quanto successo fino a oggi, in attesa che le abitudini dei politici siano ridimensionate dal giro di vite imposto al bilancio che sarà approvato il primo ottobre e che, tuttavia, entrerà in vigore solo dal 2014.
Secondo quanto riporta oggi Repubblica, il provvedimento avvia le procedure per l'affidamento in concessione del servizio di self service che dovrà prendere il posto dell'attuale, costoso (non per gli onorevoli e i giornalisti che lo frequentano) ristorante. La procedura, lunga, porterà comunque a risparmiare qualcosa come 2.5 milioni di euro all'anno. "Il sistema di compartecipazione al prezzo del pasto sarà rivisto - si legge nella deliberazione del collegio dei questori del 12 settembre - prevedendo in ogni caso, per i deputati, che il pagamento delle consumazioni presso il self service sia a totale carico degli stessi".
Il bilancio interno, che la settimana prossima verrà approvato, dice che in questo 2012 la Camera prevede di incassare dalla ristorazione più o meno quanto l'anno scorso, ovvero 1 milione 130 mila euro. Ma spenderà 4 milioni 545 mila (uno in meno rispetto al 2011): vuol dire che occorreranno tre milioni e mezzo per integrare i pasti e garantire comunque l'alto standard della ristorazione a prezzi "pop". Risotto alla pescatora e salmone con patate lesse e bevanda a 20 euro, stesso prezzo per un filetto, un contorno e una frutta, 5 euro una pasta con vongole e bottarga, per fare qualche esempio.

Media
  • Il ristorante dei deputati a Roma
    Il ristorante dei deputati a Roma
comments powered by Disqus