Fondi Pdl, "Er batman" guadagnava più di Obama

Il consigliere guadagnava 1.000 euro netti al giorno, più la stecca da 100mila euro l'anno. Fiorito: "Abruzzese garante, la Polverini sapeva"

Er Batman, Franco Fiorito

Er Batman, Franco Fiorito

ROMA -  E venne fuori che Franco Fiorito, "Er batman" della Ciociaria, guadagnava più di Obama. Anche di più del presidente della Repubblica italiana e del presidente del Consiglio messi insieme. Circa 31mila euro al mese netti più, 21mila euro mensili per il funzionamento del gruppo, più centomila euro annui di stecca. Tutti sapevano come funzionava il cosiddetto "Sistema Lazio". Franco Fiorito, secondo quanto scrive Repubblica, ha vuotato il sacco davanti ai pm e ha fatto mettere a verbale tutto quello che accadeva nella gestione dei fondi del partito. L'ex capogruppo Pdl della Regione Lazio, accusato di peculato, avrebbe speso una parte dei 21 milioni di finanziamenti destinati al "rapporto tra elettore ed eletto, al corretto funzionamento dei gruppi" in ostriche, puttane, viaggetti, Satyricon di cartapesta. Fiorito sostiene, secondo quanto scrive il quotidiano on line che centomila euro netti l'anno per ogni singolo consigliere della Regione si aggiungevano a una busta paga da 13 mila euro netti al mese. Sempre secondo Fiorito, di questo si sistema sarebbe stato garante il presidente dell'Assemblea regionale, il Pdl Mario Abbruzzese. Infine l'accusa più grave: Fiorito sostiene che di questo sistema la Polverini, quale governatrice ma soprattutto consigliere, era al corrente e che preferì non vedere quello che accadeva.  Lo documenterebbe una lettera rimasta senza risposta datata 18 luglio di quest'anno e ora agli atti dell'inchiesta, con cui Fiorito, quattro giorni prima di essere rimosso da capogruppo del Pdl alla Regione, la avvisava che "la situazione delle spese sostenute dal gruppo Pdl" era ormai "insostenibile" e richiedeva "risposte rapide ed efficaci".

La busta paga legittima di Fiorito

La busta paga legittima di Fiorito, sempre secondo quanto riporta Repubblica, prevedeva 8.100 euro di stipendio base, 4.190 di diaria, 3.000 per le spese del personale, 8.000 per la presidenza del gruppo regionale, 8.000 per la presidenza della Commissione Bilancio. Fanno 31 mila euro. Più di mille al giorno netti. Ma non è finita qui. Ha aggiunto Fiorito di fronte ai pm stupefatti: "A questa somma che percepivo individualmente, nella mia veste di capogruppo, si aggiungevano 21mila euro mensili per il funzionamento del gruppo stesso". Insomma, Fiorito guadagnava più del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio. O, volendo fare un altro paragone, più di Obama.

La stecca da 100mila euro

Ma non è finita qui. I consiglieri regionali normali della Regione Lazio guadagnano 15mila euro netti al mese. Racconta Fiorito ai pm in uno stralcio del verbale riportato da Repubblica: "Nel 2010, con l'inizio della legislatura, si decide di pompare ancora più liquido ai gruppi. Funzionava così. Il governatore e la giunta fissavano il budget per l'anno finanziario in corso. Il Consiglio lo approvava e lo dettagliava nelle singole voci, compresa quella del trasferimento di fondi ai singoli gruppi. Poi, però, per consuetudine, quella cifra veniva ritoccata". Nel solo 2011 alla somma stanziata inizialmente nella finanziaria di 5 milioni e 400 mila euro, si aggiungono infatti prima 3 milioni, quindi altri 3 milioni, quindi 2 milioni e mezzo. In tutto 14 milioni. E tutto questo - spiega serafico Fiorito ai pm - "avviene fuori di ogni norma". "Per consuetudine", diciamo. Ed ecco che salta fuori la stecca "para", così la definisce Fiorito, di 100 mila euro netti per ogni singolo consigliere. "Vi dico per certo - aggiunge Fiorito i pm - che il mio gruppo, il Pdl, era nelle stesse condizioni degli altri gruppi rispetto al Sistema. E dunque vi invito a effettuare anche sugli altri partiti accertamenti su come e in che misura i fondi vengano acquisiti e come vengono impiegati".

I due scatoloni che accusano
Per Fiorito quei soldi non erano denaro pubblico. Erano denaro della politica. Dei partiti, che restano pur sempre associazioni private. E quindi secondo il suo avvocato, Carlo Taormina, il reato non è quello di peculato, ben più grave, ma quello più lieve di appropriazione indebita.  Ma non è finita qui perché in sedici cartelline trasparenti, Fiorito ha conservato la storia contabile dei rimborsi riconosciuti ai 17 consiglieri del suo gruppo in questi anni. Le ricevute di pagamento del personale. Cinque milioni e 900 mila euro, centesimo in più centesimo in meno. Non tutti rubati. "Diciamo - dice Fiorito pm - che di quella cifra, circa 3 milioni sono stati erogati a fronte di giustificativi fasulli".

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