Marchionne assicura: "Fiat non lascerà l'Italia"

Parla l'ad del Lingotto: risponderò al governo, ma ognuno faccia la sua parte.

Sergio Marchionne

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ROMA - "Non intendo lasciare l'Italia, risponderò al governo ma ognuno faccia la sua parte". Questa, in sintesi, la risposta che l'ad di Fiat, Sergio Marchionne, ha dato in una lunga intervista concessa al direttore di Repubblica, Ezio Mauro. Marchionne ha anche confidato a Mauro che spera che nella ripresa Usa vi sia quella sicurezza finanziaria che consentirà di proteggere la presenza della casa automobilistica in Italia e in Europa.  La preoccupazione su quello che faranno gli Agnelli è alta dopo che il Lingotto ha annunciato che il piano Fabbrica Italia, con i suoi 20 miliardi di investimenti al 2014, non è più valido a causa della crisi che ha investito il settore. Il piano Fabbrica Italia, ha detto Marchionne a Repubblica "era basato su cento cose e la metà non ci sono più, per effetto della crisi (...). Lo capirebbe chiunque. Io allora puntavo su un mercato che reggeva, ed è crollato, su una riforma del lavoro, e ho più di 70 cause aperte dalla Fiom. Soprattutto, da allora a oggi il mercato ha perso due milioni di macchine" e il mercato italiano e spagnolo sono quelli "che hanno perduto di più". Ha aggiunto Marchionne: "In questa situazione drammatica, io non ho parlato di esuberi, non ho proposto chiusure di stabilimenti, non ho mai detto che voglio andar via. Le assicuro che ci vuole una responsabilità molto elevata per fare queste scelte oggi".
L'ad si difende poi dall'accusa di non aver lanciato nuovi prodotti perchè lanciare nuovi modelli "in un mercato tramortito dalla crisi" sarebbe come sparare nell'acqua. La Fiat "non è più un'azienda solo italiana (...), se sviluppo un'auto in America e poi la vendo in Europa guadagnandoci, per me è uguale, e deve essere uguale", spiega l'AD che riassume in una formula la sua strategia: "cerco di assecondare la ripresa del mercato Usa sfruttandola al massimo per acquisire quella sicurezza finanziaria che mi consenta di proteggere la presenza Fiat in Italia e in Europa in questo momento drammatico. Fare diversamente, sarebbe una follia". Secondo Marchionne, se lui stesse a guardare solo i conti, andrebbero chiusi in Italia due stabilimenti. Dice l'ad: "Se mi comporto diversamente, ci sarà una ragione. Non parlo di eccedenze, non parlo di chiusure, dico solo che non c'è mercato per fare attività commerciale garantendo continuità finanziaria all'azienda". Fino al 2014, continua, il mercato non cambierà e quindi investire quest'anno "sarebbe micidiale".
Conclude Marchionne: "Non sono l'uomo nero, ma l'Italia dell'auto è precipitata in un buco di mercato senza precedenti. Abbiamo perso di colpo quarant'anni e qualcuno vorrebbe che la Fiat si comportasse tranquillamente come prima? O è un'imbecillità pensare a questo, o è una prepotenza, fuori dalla logica".

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