Libia, ucciso ambasciatore Usa

Chris Stevens, due marines e un funzionario morti durante rivolta anti-Usa a Bengasi. Miliziani armati fino ai denti hanno assaltato il consolato: l'ombra di Al Qaeda

Il consolato Usa dato alle fiamme

Il consolato Usa dato alle fiamme

ROMA - L'ambasciatore statunitense Chris Stevens, 52 anni, è morto in un rogo appiccato al consolato Usa di Bengasi, in Libia, da un gruppo di estremisti che protestava contro un film ritenuto blasfermo sulla vita di Maometto prodotto negli Usa. Il diplomatico è deceduto per asfissia a causa di un incendio scoppiato nell'assalto. Gli Stati Uniti hanno avviato l'evacuazione del consolato. Insiema al console sono morti anche due marines americani nel tentativo di proteggere il consolato. Un quarto morto è un impiegato del consolato, la cui nazionalità al momento non è chiara. Si contano infine due feriti. I quattro cadaveri sono stati trasferiti presso l'aeroporto internazionale di Bengasi. Da lì saranno trasportati a Tripoli e quindi presso una base americana in Germania. L'attacco, avvertito con un «forte boato» da testimoni distanti poche centinaia di metri, è cominciato intorno alle 21.40 di ieri sera. Ed è stato subito collegato, da fonti di sicurezza locali, all'episodio di poche ore prima al Cairo dove manifestanti avevano tentato di scalare la recinzione dell'ambasciata americana.

Gli inutili tentativi di salvare la vita a Chris Stevens (foto da Twitter)

Gli inutili tentativi di salvare la vita a Chris Stevens (foto da Twitter)


L'attentato sarebbe in parte legato alle proteste di ieri dei salafiti egiziani contro un film prodotto in America da alcuni copti egiziani sulla vita di Maometto. Alcuni spezzoni sono stati messi su internet e secondo i salafiti mostrerebbero scene intime fra il Profeta e la moglie. Il film contestato. "Innocence of muslim" è una pellicola del regista israelo-americano Sam Bacile, che dopo gli attacchi in Egitto aveva dichiarato che "l'islam è un cancro". Il lungometraggio ha ricevuto il sostegno del controverso pastore americano Terry Jones, noto per avere bruciato in passato alcune copie del Corano. I dimostranti, che sarebbero stati membri della milizia islamica Ansar Al-Sharia, sapevano che nell'edificio c'era l'ambasciatore Chris Stevens, arrivato in città per raccogliere gli umori alla vigilia della nomina, prevista per oggi, del nuovo premier libico.

L'ombra di Al Qaeda
Le esatte circostanze della morte non sono ancora chiare. Così come è ancora da chiarire se la protesta contro il film "blasfemo" sia stato l'unico movente dell'assalto, o non ci siano dietro altre tensioni - compresa la coincidenza con l'anniversario dell'11 settembre - o un piano preordinato per colpire proprio l'alto diplomatico, che era appena arrivato a Bengasi in vista della seduta del Congresso libico. Secondo un comunicato attribuito ad Al Qaeda, l'assalto è "una reazione della milizia Ansar Al-Sharia alla conferma della morte di Abu al-Libi", numero 2 della rete terroristica. In effetti l'ambasciatore, profondo conoscitore del mondo arabo e inviato speciale presso il Consiglio nazionale transitorio a Bengasi durante la rivolta contro Muammar Gheddafi, è morto perché la sua auto forse è stata colpita da un razzo, anche se la dinamica non è ancora molto chiara. Un testimone ha inoltre raccontato che i miliziani islamici ieri a Bengasi "erano armati, avevano bloccato tutte le strade di accesso alla sede Usa e dicevano di voler uccidere tutti quelli che si trovavano dentro". Un altro testimone aggiunge: "Avevano bloccato tutte le strade, avevano Ak47, Rpg, mitragliatrici pesanti montate sui Pick-up. Erano certamente miliziani islamici. Non mi hanno fatto passare"

Il video della tragedia

Il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, commenta così quanto avvenuto: "Condanno con la massima fermezza l'attacco alla nostra missione a Bengasi. Abbiamo il cuore spezzato da questa terribile perdita. Il nostro pensiero e le nostre preghiere sono rivolti alla sua famiglia (dell'ambasciatore Stevens, ndr) e a tutti coloro che sono rimasti coinvolti inell'attacco".

Chris Stevens

Chris Stevens


Testimoni raccontano: "Si è sentito prima un botto forte, poi si è visto del fumo e si sono sentiti scambi di colpi. Le strade adiacenti sono state chiuse rapidamente e quasi subito sono stati formati anche dei blocchi nella zona". Lo scambio di colpi è stato udito per circa 45 minuti, anche se non in maniera continuata "mentre il fumo è rimasto visibile per una ventina di minuti". "Hanno sparato colpi in aria prima di entrare nell'edificio", ha detto ancora il viceministro al-Charef, mentre il portavoce della commissione sicurezza, Abdelmonoem al-Horr, ha parlato di razzi RPG lanciati contro il consolato. Intanto l'edificio è stato completamente evacuato e testimoni hanno riferito che alcuni saccheggiatori sono entrati portando via scrivanie, sedie e lavatrici, dopo che le forze dell'ordine hanno lasciato la zona.

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