Reggio Emilia Fiere, incognite sul futuro della nuova società

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La Siper perdeva 90mila euro l'anno, tappato provvisoriamente debito Sofiser di 15 milioni

L'ente fiere visto dall'alto

L'ente fiere visto dall'alto

REGGIO EMILIA - Una perdita media di 90mila euro all'anno. E' quella che registrava Siper (mancano i dati dell'ultima stagione fieristica e sarà interessante confrontarli, ndr), l'ente che gestiva le fiere di Reggio Emilia, che nella primavera scorsa si è fusa per incorporazione in Sofiser (l'ente che gestiva il patrimonio immobiliare delle fiere), dando vita a Reggio Emilia Fiere srl. Grazie a questa fusione, qualche mese fa, dopo una gestazione piuttosto difficile, è nato il nuovo soggetto che con il patrimonio ereditato da Sofiser dovrebbe coprire i continui disavanzi dell'attività fieristica. Il patrimonio di Sofiser, infatti, che aveva un debito di 15,7 milioni di euro, grazie a due rivalutazioni patrimoniali (peraltro autorizzate dalla legge Tremonti) avvenute nel 2007 e nel 2008, ha permesso di riequilibrare i bilanci dell'ente. Rivalutazione che, soprattutto di questi tempi, dovrà poi essere confermata dal mercato immobiliare che non vive certo una stagione esaltante nella nostra città e nel nostro paese più in generale.  L'ultima rivalutazione, in particolare, ha consentito di rivalutare i terreni di sedime ed i fabbricati strumentali (quelli della fiera) di 14,6 milioni di euro. Il patrimonio netto, ora, ammonta quindi a 22,489 milioni di euro, di cui 15,166 derivante da riserve di rivalutazione.  

La Regione ha puntato su Parma, Bologna e Rimini
La fusione fra le due società dovrebbe comportare risparmi potenziali fino a circa 100mila euro (grazie ai 5 membri del Cda invece di 18), ma soprattutto dovrebbe comportare il rilancio del polo fieristico soprattutto nell'ambito della riqualificazione dell'area nord. Qui il condizionale è d'obbligo perché l'area nord è ancora in larga parte un libro dei sogni (compreso il presunto afflusso e deflusso di viaggiatori nella stazione di Calatrava che dovrebbe servire la zona mediopadana, ndr) e poi perché il quadro istituzionale e programmatorio è sfavorevole, dato che la Regione ha snobbato nella sua pianificazione la nostra fiera e lo ha dimostrato entrando nel capitale sociale delle fiere di Parma, Bologna e Rimini, ma non in quella di Reggio. Questo dimostra che, per la programmazione regionale, la fiera di Reggio è qualcosa di secondario.

Lisa Ferrarini, nuovo presidente di Reggio Emilia Fiere

Lisa Ferrarini, nuovo presidente di Reggio Emilia Fiere


Offerta fieristica superata
In molti sostengono che, ad oggi, quella di via Filangieri è un'offerta fieristica superata, con uno stato delle strutture decisamente obsoleto e inadeguato dato che erano nate per finalità espositive legate alla zootecnia (e si vede). Inoltre i soggetti che dovrebbero sostenere gli investimenti per la riqualificazione del quartiere fieristico, oltre 15 milioni di euro, sono ignoti, non ci sono ipotesi di partnership con altri enti fieristici e non esiste un piano industriale al momento. Incognite a cui dovranno fornire una risposta i soci delle neonata srl:  Camera di Commercio (che, con il 27,30%, rappresenta anche il mondo delle associazioni che detengono quote inferiori all'1%), Comune di Reggio Emilia (26,63%) e Provincia di Reggio Emilia (12,72%). Per quanto riguarda i privati, ci sono invece cinque banche, e piu' precisamente Unicredit, Credem, Banco Popolare Soc. Coop.va, EM.RO Popolare Spa e Monte Paschi Siena, per una quota complessiva pari al 33,86% del capitale totale.

Gli oneri urbanistici di Cavriago
Last but not least, c'è il problema degli oneri urbanistici che l'ex Sofiser, ora Reggio Emilia Fiere srl, deve al Comune di Cavriago per l'ampliamento della zona di Corte Tegge effettuato dalla Sofiser. Si legge nel bilancio 2009 di Sofiser: "Dovranno essere correlati ai ricavi delle aree ancora da vendere e ammontano a circa 5 milioni di euro. La contabilizzazione a conto economico di questi ultimi oneri avverrà, nel rispetto del precitato Principio Contabile n. 11 e con il suddetto criterio proporzionale, nell’esercizio in cui verranno conseguiti i ricavi derivanti dalle cessioni di dette aree o, se precedente, nell’esercizio di sostenimento effettivo. ampliamento zona industriale Corte Tegge". Questi oneri, alla fine di luglio scorso, ammontavano a circa 464mila euro, soldi che avrebbero fatto comodo al comune di Cavriago in questi tempi di magra, ma che proprio Reggio Emilia Fiere srl non ha. Tanto che il comune di Cavriago, con una delibera di giunta nel luglio scorso li ha pretesi, intimandone il pagamento entro i primi di agosto e ottenendo, nel frattempo, il pagamento di una penale di 50 euro al giorno, da parte di Reggio Emilia fiere, a partire dal febbraio scorso. 

Il capogruppo Lega in Comune Giacomo Giovannini

Il capogruppo Lega in Comune Giacomo Giovannini


Giovannini (Lega Nord): "A che punto siamo con il piano industriale?"
Il capogruppo della Lega Nord, Giacomo Giovannini, si chiede: "A che punto siamo con il Piano Industriale delle Fiere? E qual è la situazione di bilancio della Società anche alla luce del contenzioso con il Comune di Cavriago? Se consideriamo infatti che tutte le nostre richieste di sapere come si sono formati i pesanti debiti dell’ex Sofiser sono cadute nel vuoto è chiaro che in questa vicenda il Pd ha le sue pesanti responsabilità, avendo occupato per anni i ruoli decisionali nel board aziendale, così come di responsabilità se ne assumerà a seconda delle decisioni strategiche che intenderà adottare al momento dell’approvazione del Poc. La chiave del risanamento delle Fiere sta insomma nell’Area Nord. In linea generale il quadro delle proposte per l’Area Nord giunte all’Amministrazione per entrare nel Poc è molto sotto le aspettative e dovrà tenere conto di alcune problematicità da risolvere, a partire dalla necessità di interrare l’elettrodotto Tav, ma è proprio in questo quadro che le scelte politiche degli enti locali, anche debbono essere orientate a mettere al primo posto l’interesse pubblico ovvero quello delle Fiere anche in tema di programmazione commerciale oltre che nella gestione caratteristica delle stesse. Proprio in previsione di tale momento abbiamo chiesto già all’inizio di agosto di incontrare in Commissione il nuovo Cda delle Fiere affinchè venga illustrato il piano industriale della società, che crediamo debba puntare sulla massima valorizzazione dell’area che ospita i padiglioni fieristici oltre che al contenimento dell’esposizione bancaria. Auspichiamo quindi che la Commissione venga convocata quanto prima poiché pensare di impiegare nella programmazione lo stesso tempo utilizzato per realizzare la trasformazione societaria e l’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione sarebbe suicida, a meno che l’expo mediopadano non si riveli la solita suggestione del Presidente dell’Anci". 


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