Renzi a Reggio: parlamentari prendano stipendio dei sindaci

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A Festa Democratica: "Basta poco per mandare a casa Grillo". Delrio: "Lui alle priarie grande opportunità"

Matteo Renzi sul palco di Festa Democratica

Matteo Renzi sul palco di Festa Democratica

REGGIO EMILIA - "I parlamentari prendano lo stipendio dei sindaci, aboliscano il vitalizio e dimezzino il loro numero. Bastano queste cose per mandare a casa Grillo". Applausi a scena aperta per il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, oggi pomeriggio a Festa Democratica. Ad accogliere il "rottamatore" un folto pubblico composto da almeno 2-300 persone (ma c'è chi dice che la claque fosse fatta da pullman in arrivo da Romagna e Toscana). In prima fila, ad ascoltare Renzi, anche il sindaco Graziano Delrio (che ha definito la discesa in campo di Renzi "una grande opportunità") e il presidente della Provincia, Sonia Masini oltre, ovviamente, al consigliere regionale del Pd, Giuseppe Pagani, suo grande sostenitore a livello locale. In platea c'era anche l'ex sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, che coordinerà la campagna elettorale del sindaco di Firenze. Renzi, intervistato da Federico Geremicca, ha risposto subito a una domanda del giornalista su Casini che ha posto il problema che, se il sindaco di Firenze vincerà le primarie del Pd, il Partito Democratico potrebbe rischiare di spaccarsi.

"Struggente l'affetto di Casini per il Pd"
Ha detto Renzi: "Questo affetto di Casini per il Pd è veramente struggente e non passa settimana che lui non si preoccupi per il Pd. E' strano, soprattutto da parte di uno che ha appoggiato i governi Berlusconi. Allora non si preoccupava del nostro destino. Comunque, se noi facciamo le primarie restituiamo ai cittadini il diritto di scelta che è stato tolto perfino per i parlamenteri. Guardate che la paura delle primarie ce l'hanno solo i partiti del centrodestra". 

Il pubblico a Festa Democratica

Il pubblico a Festa Democratica


"E' da 30 anni che poche persone che stanno in Parlamento decidono del futuro del partito, ora basta"
E poi, sempre sollecitato da Geremicca, su D'Alema ha aggiunto: "E' finito il tempo in cui alcune persone, che stanno da 25-30 anni in Parlamento, possono decidere il futuro del partito. Questo dico a D'Alema e questo non significa avercela con Massimo D'Alema (appalusi a scena aperta, ndr). Diciamo: "Con il massimo rispetto proponiamo di mandarvi a casa e di fare in modo che non abbiate più ruoli di primo piano e di dirigenza. Poi, certo, continuerete a dare il vostro contributo al partito". Oggi c'è una distanza profonda fra chi sta in Parlamento e tutti i giorni guarda le agenzie e i giornali e chi sta in mezzo alla gente. Loro sono preoccupati di sapere se cambia la legge elettorale e quali sono le coalizioni, ma fra la gente comune il problema è se i loro figli hanno un lavoro e si riesce ad arrivare a fine mese".
E sempre sulle primarie ha detto: "Se perdo le primarie io torno a fare il sindaco fino a che i fiorentini non mi mandano a casa". E ricorda: "Gli stessi dirigenti del centrosinistra hanno tramato contro Prodi per mandarlo a casa spianando la strada a Berlusconi (anche qui applausi a scena aperta)".

L'attacco a Bindi e Franceschini
Duro attacco a Dario Franceschini e a Rosi Bindi: "Altri hanno utilizzato le primarie per avere un premio di consolazione. Senza fare nomi e cognomi, se uno fa le primarie e poi fa il vicepresidente della camera o il capogruppo alla Camera è evidente che le primarie sono uno strumento con cui trattare la propria sistemazione".

"Arrogante candidarsi alla guida del Paese a 40 anni, ma non sono un vigliacco"
Ammette il sindaco di Firenze: "Lo so che è arrogante candidarsi alla guida del paese a meno di 40 anni, ma è meglio essere arroganti che vigliacchi. A me non conviene mettermi contro tutta 'sta gente. Stavo meglio se me ne stavo tranquillo a fare il sindaco di Firenze. Sono molto amico di alcuni dei giovani 'turchi', loro fanno una battaglia che rispetto ma che è profondamente diversa dalla nostra. Loro, dopo aver detto per due anni che la rottamazione faceva schifo, ora la stanno proponendo accodandosi a Bersani. ma è arrivato il momento in cui bisogna tirare fuori le idee, provare a cambiare le cose. Non andremo da nessuna parte se si fanno battaglie generazionali ai convegni e poi inciuci quando si fanno competizioni interne".

L'arrivo di Renzi a Reggio: il video

"Bersani ha sbagliato a dare del fascista a Grillo
"
Poi parla anche di Beppe Grillo: "Bersani ha sbagliato a dare del fascista Grillo. Beppe Grillo è insopportabile quando accusa senza nessun riferimento. Grillo è uno che attaccabriga su tutto, ma le cose che dice si smontano in un quarto d'ora se il Pd fa tre cose. Proporre il dimezzamento del numero dei parlamentari e una riforma costituzionale che superi il bicameralismo perfetto. Se propone l'eliminazione del vitalizio: l'ha fatto, in questa Regione, Richetti. Se c'è gente che di pensioni ne ha due, è evidente che uno si arrabbia. Fassino, per esempio, si è accorto che i sindaci guadagnano poco. Io guadagno 4.200 euro netti al mese basta e avanza. Infine bisogna portare a quelle cifre i parlamentari e i consiglieri regionali non possono prendere prendere quattro volte lo stipendio del medico. Fate queste cose e Grillo va a casa".

Delrio: "La candidatura di Renzi è una grande opportunità. Non un problema"

All'incontro con Renzi, come detto, c'era anche il sindaco Graziano Delrio che in un'intervista al Tgcom24, poco prima dell'inizio del dibattito con Renzi, ha detto: "Spero che le primarie si facciano, sono una grande occasione per il Pd per allargare il campo dei consensi. Perché si faccia un partito dove i cittadini decidono". 
Il sindaco Graziano Delrio

Il sindaco Graziano Delrio


E per quel che riguarda la candidatura del sindaco di Firenze, ha aggiunto: "E' un'opportunità, non un problema. Forse per una parte del Pd lo è ma per me no, è invece una grande opportunità. Basta che le primarie siano vere e chiare, che facciano decidere davvero ai cittadini. In caso contrario, sarebbe un grande autogol per il Pd e per tutti i partiti italiani". E ha concluso: "Per chi farò il tifo? Farò il tifo per chi mi convincerà di più e per chi mi dà l'idea che il suo programma convincerà maggiormente gli italiani. Punterò su colui che ritengo ci possa portare alla stabilità. Le elezioni politiche devono seguire le stesse dinamiche delle elezioni dei sindaci. Scegliere il candidato, la coalizione e un programma ben preciso".


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