Inceneritore Parma, chiesto sequestro: indagati vertici Iren

Per i reati di abuso edilizio e d'ufficio. La multiutility avrebbe voluto aprire gli impianti entro fine anno

L'inceneritore di Parma

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PARMA – Abuso edilizio e abuso d’ufficio: sono queste le ipotesi di reato che hanno portato la Procura di Parma a chiedere il sequestro preventivo del cantiere dell’inceneritore che Iren sta costruendo in località Ugozzolo. E’ ancora massimo riserbo sul numero e sui nomi degli indagati che risulterebbero nel fascicolo aperto dal procuratore Gerardo Laguardia e dalla Pm Roberta Licci: nel mirino, però, ci sarebbero uomini ai vertici della multiutility e alcuni dirigenti del Comune e della Provincia di Parma.
Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, Enìa – la società poi confluita nell’attuale Iren – non avrebbe indetto alcuna gara pubblica per progettare l’inceneritore, portando all’ipotesi di abuso d’ufficio. Mancherebbero, inoltre, anche alcune autorizzazioni edilizie, tra cui il pagamento degli oneri di urbanizzazione al Comune di Parma.
Mesi fa, il Tar aveva annullato il fermo del cantiere deciso dalla Guinta dell’ex sindaco Pietro Vignali, con Iren che – dopo aver chiesto un risarcimento danni di 28 milioni di euro per il periodo di inattività – avrebbe puntato a un’apertura dell’impianto entro la fine del 2012. Ora, però, la decisione spetterà al Gip Maria Cristina Sarli.

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